Fonte: militarywatchmagazine.com
Ieri, 21 ottobre, le difese aeree iraniane avrebbero abbattuto un drone MQ-9 Reaper dell’aeronautica statunitense, dopo che il velivolo senza pilota aveva tentato di colpire un lanciatore di missili da crociera antinave nel Paese. L’episodio è avvenuto vicino alla città costiera di Sirik, nella provincia di Hormozgan, e immagini circolate online mostrano del fumo che si leva dalla zona. Sirik si trova lungo la costa meridionale dell’Iran, vicino allo Stretto di Hormuz, una via navigabile strategica attraverso la quale transita una quota sostanziale delle spedizioni globali di petrolio. Mentre le forze statunitensi si sono affidate in larga misura a velivoli senza pilota come l’MQ-9 per gli attacchi in Iran, a causa dell’elevato tasso di perdite subito da questi velivoli, le forze iraniane dipendono fortemente dalle difese aeree terrestri e dai lanciatori mobili di missili da crociera per contrastare asimmetricamente la potenza aerea e navale americana.
L’attacco segnalato si inserisce nel contesto dei continui scontri militari tra Stati Uniti e Iran per il controllo del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha precedentemente annunciato attacchi contro infrastrutture di sorveglianza costiera iraniane, depositi di missili e droni, capacità navali e altre infrastrutture militari, con l’obiettivo di ridurre la capacità di Teheran di negare l’accesso al mare. In una serie di attacchi separati, a luglio, le forze statunitensi hanno riferito di aver colpito circa 90 obiettivi militari iraniani lungo la costa del Paese. La perdita di un MQ-9 rappresenta un’ulteriore battuta d’arresto per le operazioni con droni statunitensi sopra e intorno all’Iran, dove quasi 50 velivoli sono andati persi in scontri con le forze iraniane e della Coalizione Ansurullah yemenita.
A metà ottobre è stato confermato che almeno 81 velivoli militari americani erano andati persi o danneggiati durante lo sforzo bellico guidato dagli Stati Uniti contro l’Iran a partire dal 28 febbraio, tra cui almeno 45 droni MQ-9 Reaper. Questo conteggio non teneva conto della presunta distruzione di otto MQ-9 di nuova produzione e non ancora assemblati durante un attacco missilistico iraniano contro la base aerea King Faisal in Giordania alla fine di luglio. Le segnalazioni della presenza di droni MQ-9 non assemblati nelle basi aeree in Medio Oriente sono state corroborate da informazioni provenienti da fonti statunitensi secondo cui un certo numero di cellule immagazzinate dal principale produttore del modello, General Atomics, avrebbero potuto essere acquistate dall’Aeronautica militare per rimpiazzare le perdite subite in tempo di guerra. L’Aeronautica militare statunitense non può effettuare ordini per ulteriori MQ-9A Reaper a causa della sospensione della produzione, poiché, sebbene la produzione limitata dell’MQ-9 continui, viene prodotto solo il modello MQ-9B SeaGuardian, molto diverso, che presenta una cellula riprogettata con sistemi e requisiti logistici differenti.
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