VALTELLINA 1987: RICONOSCIMENTO ALL’ESERCITO

19 Luglio: FONTE – Stato Maggiore Esercito –

A 30 anni dalla terribile alluvione in Valtellina, consegnata all’Esercito una targa per l’impegno profuso nei soccorsi.

Ieri mattina, ad Aquilone, alla presenza del Presidente della Repubblica On. Sergio Mattarella, il Generale di Corpo d’Armata Danilo Errico, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, ha ricevuto una targa per l’impegno dell’Esercito Italiano nelle operazioni di soccorso durante la tragedia che colpì, il 18 luglio 1987, i territori della Valtellina.

Ha consegnato la targa al Generale Errico, alla presenza di numerose autorità civili e militari tra cui il Presidente della Regione Lombardia, On. Roberto Maroni, il Prefetto di Sondrio, dott. Giuseppe Mario Scalia.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha ritirato anche la targa di benemerenza alla Difesa su delega del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano.

Il Presidente della Repubblica ha voluto sottolineare come tale riconoscimento a tutti i Dicasteri, Dipartimenti, Forze Armate e Corpi armati dello Stato, Organizzazioni, intervenuti nei momenti immediatamente successivi alla tragedia, sia la rappresentazione materiale dell’importanza della coesione e solidarietà italiana.

Il disastro fu provocato da intensi fenomeni piovosi a carattere temporalesco che dal 17 luglio si abbatterono sull’area provocando un’alluvione di notevoli proporzioni, numerose frane e smottamenti che isolarono frazioni ed abitati. Già dal giorno successivo, 18 luglio, si contarono le prime vittime: un’enorme massa d’acqua, massi, alberi e fango si abbatté sull’abitato di Tartano, in provincia di Sondrio, uccidendo dodici persone. Diversi fiumi ruppero gli argini, invadendo le zone circostanti, provocando crolli di ponti e danneggiamenti alla rete viaria, rendendo impossibili le operazioni di soccorso alla popolazione che fu evacuata per mezzo di elicotteri. Il 19 luglio cessò di piovere; pesante fu il bilancio, 18 morti ed una prima stima di 1.000-2.000 miliardi delle vecchie lire di danni.

Nel complesso il bilancio delle vittime fu di 53 civili e migliaia di sfollati.

L’Esercito, fin dalle prime ore, prese parte alle operazioni di soccorso impiegando nell’area devastata i reparti viciniori che risposero con immediatezza all’emergenza con interventi d’iniziativa. In particolare, le memorie storiche ricordano:

– la Brigata alpina “Orobica” del 4° Corpo d’Armata alpino con i battaglioni “Morbegno” e “Tirano”, i gruppi a. mon. “Bergamo” e “Sondrio” e la cp. genio;

– i supporti del 4° Corpo d’Armata, ovvero il 4º Raggruppamento Aviazione Leggera Esercito “Altair” e il 4º Battaglione genio pionieri “Orta”;

– la Brigata meccanizzata “Legnano”, del 3° Corpo d’Armata, con il 67° Battaglione meccanizzato “Montelupo” e il 2° Battaglione bersaglieri “Governolo”;

– il 53° Gruppo squadroni elicotteri del 3° Corpo d’Armata rinforzato da reparti del 1° Raggruppamento Aviazione Leggera Esercito “Antares” di Viterbo;

– i battaglioni del genio “Ticino” e “Lario” del 3° Corpo d’Armata.

Vennero impiegati più di 2.500 uomini (ulteriori 2.800 allertati), 40 elicotteri (AB205 e CH47) e oltre 400 mezzi.

Su uno degli elicotteri intervenuti c’era anche l’allora Capitano Danilo Errico, oggi Capo di Stato Maggiore dell’Esercito.

L’Esercito portò in salvo centinaia di persone e svolse compiti di ricerca e soccorso dei dispersi, ripristino della viabilità, sgombero di edifici alluvionati e arginamento dei fiumi.

Il concorso si protrasse fino al 23 dicembre 1987, data contraddistinta dall’inaugurazione della strada statale Bormio-Valtellina, interrotta in precedenza dalla frana, che segnò la fine dell’isolamento della valle.

 

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