DYNAMIC MANTA 2017

25 Marzo 2017: FONTE -Raffaele Fusilli/Stella d’Italia News

Premessa

Il via all’esercitazione è stato decretato dalla conferenza stampa indetta a bordo della fregata spagnola “Mendez Nunez” alla presenza del NATO Maritime Air Command (COMMARAIRNATO) Commander, Commodore Andreas Vettos e, in rappresentanza della Marina Militare, del Comandante di MariSicilia, Contrammiraglio Nicola de Felice.
Le autorità militari e civili presenti a bordo – oltre che i media accreditati – hanno successivamente avuto modo di seguire sia attività addestrative di bordo che la prima fase delle esercitazione (PHOTEX), dedicata alle riprese foto/video – anche a favore di un AB-212 MM, che vedeva la formazione navale (composta da 9 unità di superficie e 6 sottomarini) assumere varie configurazioni (ALFA, BRAVO ONE, BRAVO TWO, DELTA ed ECHO) con le unità, sorvolate da un Boeing P-8A Poseidon, impegnate a posizionarsi ad una distanza di 400 yards l’una dall’altra navigando a velocità comprese tra i 4 ed i 16 nodi.
“La Dynamic Manta 2017 è una delle due più importanti esercitazioni antisommergibile della NATO (l’altra è la Dynamic Mongoose, che si svolge nell’Atlantico Settentrionale in altro periodo, n.di r.) normalmente condotta nel Mediterraneo in grado di fornire a tutte le nazioni alleate la possibilità di addestrare le proprie unità navali – ha commentato il Commodore Andreas Vettos – ringrazio la Marina Militare Italiana per la fattiva partecipazione attraverso i propri assetti aeronavali ed un particolare ringraziamento al supporto logistico ed organizzativo profuso dal Comando Marittimo Sicilia.”
Le base navale di Augusta e quella aerea di Sigonella sono state le principali infrastrutture delegate a rifornimento ed approntamento degli assetti impiegati nell’esercitazione, ma rilevante è stato anche il contributo del porto di Catania, che ha accolto ben nove unità navali, nonché della Maristaeli stanziata nella città etnea, da cui hanno operato gli assetti ad ala rotante.
“L’Italia, e la Sicilia in particolare, ospitano anche quest’anno questa esercitazione che coinvolge tridimensionalmente gli assetti della Marina Militare e della NATO – ha affermato il Contrammiraglio Nicola De Felice – una partecipazione di assoluta importanza adeguatamente supportata dal punto di vista logistico, mediatico e organizzativo e che rappresenta certamente un’importante occasione per il territorio di farsi conoscere ed apprezzare a livello internazionale, confermando l’importanza strategica della Sicilia.”

Evento

La Dynamic Manta 2017 (DYMA 17), rispetto alle precedenti edizioni, ha visto la partecipazione di un maggior numero di nazioni a dimostrazione dell’impegno NATO verso la sicurezza marittima ed il cui obbiettivo cardine era l’addestramento alle procedure ASW/ASUW basiche ed avanzate mediante missioni a difficoltà crescente; scenari realistici ed eventi a crescente difficoltà hanno caratterizzato i temi addestrativi volti all’incremento delle capacità di combattimento in contesti operativi multinazionali.
6 sottomarini, di cui due a propulsione nucleare, e 10 unità di superficie appartenenti a Canada, Francia, Grecia, Italia, Spagna, Turchia e Stati Uniti hanno operato a circa 20 NM dalla costa sicula; la consistente formazione navale era supportata da 14 assetti aerei MP ed ASW di Canada, Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Norvegia, Spagna, Turchia e Stati Uniti tra i quali, per la prima volta, elicotteri SH-90 della Marina Militare e l’esordiente MP/ASW Boeing P-8 “Poseidon” della US Navy.
Le unità di superficie impiegate, in stretto coordinamento con assetti aerei ad ala fissa/rotante, hanno così avuto modo di condurre una serie di “task” operando su “target contact” medio-lunghi con unità subacquee ed alternandosi con queste nel ruolo di “prey-hunter” al contrasto di altre unità subacquee/di superficie nonché di velivoli ASW favorendo l’addestramento sia basico che avanzato degli equipaggi.

Comando e controllo

La DYMA-17 (che ha impegnato oltre 5000 persone tra equipaggi di aerei, elicotteri, navi e personale operante a terra) si è svolta su di un’area – di circa 100km per 100km divisa in nove settori – di competenza dell’Allied Joint Force Command Naples, il cui quartier generale è presso il Lago Patria, responsabile delle Forze navali Usa in Europa e Africa ed al comando dell’Ammiraglio statunitense Michelle Howard.
Comando e controllo sono stati esercitati dal NATO Maritime Air Command (COMMARAIRNATO) di Northwood – Middlesex, UK tramite un Exercise Control Team costituito, oltre che da propri membri, da personale COMSUBNATO integrato da quello proveniente dai comandi nazionali.
Mentre le unità navali hanno operato al comando della TF-439, emanazione diretta di MARCOM, gli assetti aerei dipendevano dala catena di comando nazionale passando sotto COMMARAIRNATO, tramite il MAOC (Maritime Air Coordination Center), per le attività addestrative il cui comando tattico era esercitato dal MACA (Maritime Air Control Authority) Sigonella.
La componente subacquea era sotto controllo del NATO Submarine Command (COMSUBNATO), mentre la formazione navale di superficie rimaneva sotto controllo operativo nazionale passando a quello di COMSNMG-2 per impiego tattico.

Contributi

Le unità sono state divise in due blocchi , la DIV 1 comprendeva i sottomarini:

  • Emeraude (S-604), a propulsione nucleare, Francia;
  • Papanikolis (S-120), Grecia;
  • Venuti (S-558), Italia;
  • Mistral (S-73), sottoclasse Agusta, caratterizzato da possibilità di raggiungere i 400 metri di profondità e da emissioni elettromagnetiche quasi nulle, Spagna;
  • Inosu (S-360), Turchia;
  • USS New Mexico (SN-779), del CTF69, responsabile delle operazioni della US
  • Navy in Europa e Africa, a propulsione nucleare, USA;

La DIV 2 comprendeva i rifornitori:

  • Marne (A-630), Francia;
  • Patino (A-14), Spagna;

e le fregate:

  • St.John’s (FFH-340), Canada;
  • Montcalm (D-642), Francia;
  • Adrias (F-459), Grecia;
  • Durand De La Penne (D-560), da cui operava un SH-90 ASW/ASUW, Italia;
  • Mendez Nunes (F-104), Spagna;
  • Victoria (F-82), Spagna;
  • Gireson (F-491), Turchia;
  • Porter (Classe Arleigh Burke, DD-G78), USA;

La componente aerea multinazionale sulla Sigonella AFB, oltre a velivoli francesi, spagnoli e turchi, comprendeva:

  • Boeing P-8A Poseidon, Patrol Squadron 45 (VP-45) “PELICANS” (2);
  • P-3 Orion, 6th Fleet Patrol and Reconnaisance Wing,

quella imbarcata era formata da elicotteri NH-90, SH-60, Lynx e Sea King.

Testo Raffaele Fusilli
Foto NATO e Maurizio Monreale

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