Omicidio stradale: presentato a Roma protocollo operativo

07 Ottobre 2016 : FONTE – Polizia di Stato –

Questa mattina alla Procura Generale della Repubblica di Roma, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del protocollo per la definizione di opportune forme di collaborazione tra i presidi sanitari del Lazio, la magistratura e le forze di Polizia al fine di regolamentare la catena di accertamenti sanitari in caso di incidenti stradali. Il Protocollo operativo consentirà una più efficace attuazione della normativa sull’omicidio e lesioni personali stradali.

All’inasprimento delle pene fa da cornice un articolato sistema di circostanze aggravanti: tra queste rivestono un ruolo strategico quelle che puniscono la guida in stato di ebbrezza alcolica ed in stato di alterazione per l’assunzione di stupefacenti.

Per rendere effettiva l’applicazione delle circostanze aggravanti anche nell’ipotesi in cui il conducente responsabile si rifiuti di essere sottoposto ad accertamenti, il legislatore ha ritenuto necessario introdurre la possibilità di procedervi coattivamente.

Al riguardo sono state elaborate da diverse Procure della Repubblica direttive operative al fine di orientare ed uniformare l’attività di polizia giudiziaria, soprattutto per gli accertamenti coattivi, ritenendo, per la maggior parte, ammissibile il prelievo ematico coattivo. In particolare, la Procura Generale di Roma, nel ritenere legittimo il prelievo coattivo del sangue, ha condiviso con la Polizia di Stato e la Regione Lazio un protocollo a livello distrettuale.

Con l’accordo vengono definiti l’iter procedurale, le modalità del prelievo, le sostanze da ricercare ed i campioni biologici da custodire, disciplinando ed uniformando tutte le attività inerenti l’accompagnamento e l’accertamento coattivo dello stato di alterazione.

Così nel caso di accertamenti qualitativi non invasivi sul conducente coinvolto, gli stessi saranno effettuati dalla Polizia stradale sul luogo dell’incidente. Di fronte al rifiuto del conducente invece è previsto che gli agenti accompagnino lo stesso presso il presidio ospedaliero più vicino.

All’iniziativa ha preso parte il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, il procuratore generale, Giovanni Salvi, il sostituto procuratore generale, Arcibaldo Miller e il direttore centrale delle Specialità della Polizia di Stato, Roberto Sgalla.

 

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