Ancora sul Mein Kampf

15 giungo 2016: FONTE -Unione Stella d’Italia-

Mi permetto di esporre anche il mio pensiero sulla questione Mein Kampf.  Il libro in questione sicuramente non è tra i migliori del mondo. Scritto anche male, è sul mercato da sempre (io lo comprai nel 1990). Lo si può trovare, penso, in tutte le librerie del mondo, o lo si può ordinare su internet con una facilità estrema, come fosse un romanzo di Moccia o l’ultimo volume di Herry Potter.  È un libro come gli altri. Quindi non capisco il clamore per il fatto di trovarlo in edicola in allegato ad un quotidiano. Chi si agita o si indigna è perché non è mai entrato in una libreria o non hai ma navigato in internet.  I benpensanti ignoranti di sinistra ( e di centro – tutte le direzioni),  hanno semplicemente paura delle idee, o meglio hanno paura di chi ha, a differenza loro, delle idee, condivisibili e no.

Analizzo ora la situazione attuale.  Aver paura che, leggendo il libro di Hilter, qualcuno si possa avvicinare alle idee naziste è solo frutto di allucinazioni. Hitler è morto. Anche a dare seguito a leggende varie che affermano che non sia morto nel suo bunker a Berlino, oggi avrebbe 127 anni. Kaput!!!

Gli stupidi intellettuali, e a seguire le schiere di ovini e caprini che si accodano al pensiero dominante, si sono sempre concentrati su Hilter, sulle sue idee, sul suo nazismo e le sue conseguenze, mentre nessuno si è mai preoccupato di pensare e spiegare bene perché è nato il nazismo, in quali condizioni economiche, sociali e politiche per far in modo che quelle condizioni non si verifichino più. Hitler e il nazismo non sono nati improvvisamente in una fredda sera di novembre in una birreria di Monaco di Baviera nel 1923. Le idee nascono in un contesto sociale ben preciso.  E in quel momento in Germania vi erano le condizioni ideali per la nascita di una ideologia che, in quel determinato momento, era percepita come “giusta”, in grado di dare una risposta ai problemi del tempo.  E poi non dimentichiamo che il signor Adolf Hilter è stato regolarmente eletto dai tedeschi, è passato da una normale consultazione elettorale, non è stato nominato e messo a capo del governo in modo arbitrario e per la sola volontà del Napolitano di turno (ogni riferimento a cose e a persone è puramente casuale!!!).

Quando lessi per la prima volta il Mein Kampf, rimasi sorpreso dall’attualità con cui sembrava essere scritto.  Ho avuto la sensazione di leggere un libro in cui veniva descritta la situazione contemporanea economica e politica  (a parte i punti di completo delirio del futuro fuhrer): in sintesi Hitler denuncia la devastazione economica in Europa (dopo la prima guerra mondiale) con disoccupazione e impoverimento di ampi strati della popolazione, lo smarrimento politico del popolo per mancanza di nuovi modelli a cui ispirarsi (a seguito anche della caduta delle monarchie europee), il controllo dei mezzi di comunicazione da parte di pochi ed il loro uso strumentale, la condizione di crisi mondiale causata dai banchieri di Wall Street, l’inadeguatezza della classe politica a guidare il Paese e la corruzione, la sottomissione della Germania alla volontà straniera (a seguito della sconfitta della prima guerra mondiale).  Non avete notato niente in quanto ha esposto il fuhrer? Non vi pare che le condizioni sociali economiche e politiche descritte da Hitler siano facilmente sovrapponibili a quelle odierne? Quindi la domanda da farsi è: bisogna avere paura del ritorno di Hitler perché si smercia un libercolo di scarsa fattura o bisogna avere paura di creare le condizioni affinché le idee dell’aspirante Hilter, Stalin o Pol Pot di turno non attecchiscano su un letto di semina perfettamente preparato?

Consiglio a tutti di leggere il Mein Kampf, anzi la sua lettura la renderei obbligatoria nelle scuole superiori per capire che il terzo principio della dinamica (ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria) regola anche le scienze umane ed il comportamento dei popoli. Non creiamo le condizioni (azioni) affinché determinate situazioni (reazioni) accadano.

Un esempio di miopia politica è quanto accaduto questi giorni negli Stati Uniti dove un pazzo con un’arma da guerra ha ucciso 50 persone omosessuali.  Ora, di cosa si parla in questi giorni? Qual è il vero problema? La discriminazione sessuale dei gay! Ma chi se ne frega in questo frangente della discriminazione! Il problema non è tanto che le 50 vittime fossero omosessuali (i prossimi saranno etero, poi di colore, poi latino americani, portoricani etc.). Il problema è che un bipede ha sparato e ha ucciso, e tutto ciò gli è stato permesso da scelte politiche ben precise.  Se è verità assoluta che nel mondo mussulmano, che non ha confini, ci sono sussulti di pericoloso estremismo e si sa che un buono e vero estremista non può evitare di uccidere gli infedeli o gli impuri (gay, cristiani, ebrei) e lo si fa vivere in una nazione in cui il possedere un’arma (da guerra) è considerato un diritto inalienabile e fondamentale dell’uomo, allora prepariamo i fazzoletti perché ci sarà molto da piangere per le vittime di turno! E consiglio a tutte le categorie e le minoranze di non ergersi, frignando, di volta in volta a più discriminati o di altri, come se alla fine ci fosse un premio, tanto prima o poi tocca tutti. A quel ciarlatano di premio Nobel per la pace Barack Obama sta per scadere il secondo mandato e dopo tanti proclami non ha concluso niente per limitare il possesso e la circolazione delle armi sul suolo statunitense.  Azione- Reazione. SVEGLIA!!!

Buona lettura del Mein Kampf a tutti.

Emanuele LAINA.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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