Anpd’I Guidonia: il VII in onore del Comandante Brandi

21 ottobre 2014 FONTE – ANPD’I Guidonia, Tivoli, Valle Aniene.

Nella palestra comunale del plesso scolastico “A. Manzi” di Villalba di Guidonia echeggiano frasi, che al passante comune, potrebbero non avere significato alcuno.
<Paracadutista del VII corso te lo affido!> grida, Antonio Cuneo in mimetica.
<Ne sarò degna!> risponde con fermezza, Marina Cola, con indosso una tuta ginnica dal colore azzurro e sulle spalle un paracadute.
Entrambi risiedono a Tivoli, in provincia di Roma. Per un attimo la memoria lascia la città del cardinale Ippolito d’Este e distaccandosi dall’ambiente circostante, percorre 378 km.
La palestra, immersa nel verde giardino, diventa il piazzale asfaltato circondato da palazzine ad un piano con ampie finestre, nella profondità si intravede un monumento marmoreo, fiero del suo valore.
Ai lati è schierato un drappello di uomini in uniforme ed il Tricolore si innalza al cospetto dei presenti, solo la melodia di un trombettiere interrompe con il Silenzio.
Siamo a Pisa, all’allora Scuola Militare di Paracadutismo, 43 anni fa e precisamente il 23 ottobre, giorno commemorativo della battaglia contro gli inglesi, ad El Alamein, in Africa Settentrionale, nel 1942: ricorrenza assai cara alla Brigata Paracadutisti “Folgore”.
Dal 1963 per ogni 23 del mese di ottobre i paracadutisti in servizio e in congedo non mancano di riportare alla memoria l’evento storico: a volte nella città di Pisa, altre volte nella città di Livorno, sede del Comando Brigata. Per ogni anno che ha mandato il Buon Dio, non vi è stato 23 ottobre dimenticato, perché il ricordo rafforza l’animo e con esso il valore intrinseco delle tradizioni.
Una di queste è il passaggio del paracadute, azione che ogni volta si ripete emana il profumo dell’avventura.
1971 – 2014: CEPAR, SMIPAR, la scuola ha cambiato nome, ora è CAPAR ed il giorno di festa verrà celebrato venerdì 31 ottobre prossimo a Livorno, nella caserma Vannucci.
Nel 1971 c’erano anche i paracadutisti dell’allora comandante la Brigata, Generale Ferruccio Brandi, già M.O.V.M. per i fatti di El Alamein, e tra i tanti, anche un giovane romano di Cesano, il caporale paracadutista Leonardo Angelini, che da lì a qualche giorno, precisamente il 9 novembre, il Fato lo strappo alla vita e lo destinò, presente su Gesso 4, il velivolo impegnato in una missione d’addestramento in Sardegna, il quale, a causa di un incidente, si inabissò nelle acque della Meloria, davanti al porto di Livorno.
Il Caporale paracadutista Leonardo Angelini, deceduto il 09 novembre del 1971 e il suo Comandante, Generale C.A. M.O.V.M Brandi, scomparso ad agosto del 2014, a 93 anni, si sono rincontrati in un abbraccio simbolico, nella palestra dell’Anpd’I “Cap. inc. par. Alessandro Romani” di Guidonia, Tivoli, Valle Aniene, lunedì 13 ottobre.
I paracadutisti del VI corso “Cap. par. Leonardo Angelini”, brevettatisi a Fermo, nel mese di luglio, hanno consegnato il paracadute agli allievi del VII corso “Generale C.A. Ferruccio Brandi”, attualmente in fase di svolgimento.
Una casualità che ha lasciato senza parole anche gli organizzatori, che si sono accorti della coincidenza solo dopo la cerimonia, sugellata dal grido “Folgore” e dalla presenza del reduce Santo Pelliccia, grande ispiratore dei paracadutisti del Lazio, che in onore dei paracadutisti Angelini e Brandi ha chiesto di andare a terra.
E se i fatti della storia contemporanea sembrano così lontani del quotidiano delle giovani menti, il brevetto di paracadutismo conseguito è la vita reale: sembra solo un libretto con dei fogli, invece per chi ha deciso di entrare nella famiglia dei paracadutisti è molto di più, per alcuni è uno stile di vita.
Dal 2011, anno di costituzione della Sezione, sono circa settanta i giovani della provincia di Roma, che hanno deciso di vivere le loro azioni rispettando le regole della disciplina e della formalità di quella che oggi è una delle Istituzioni più strategiche della nostra Difesa e al contempo, condividere il pensiero di tutti coloro che si trovano in quell’angolo di cielo, dimensione celestiale, nella quale quel verde lembo di stoffa si è trasformato in ali d’angelo dal colore bianco.
Alla cerimonia dell’Associazione d’Arma tiburtina hanno preso parte: il presidente onorario Gen.D. Alessandro Puzzilli, il tenete Colonnello Murri, in rappresentanza del Comando Aeroporto “A. Barbieri” di Guidonia, Sig. Cicolani, presidente Associazione Nazionale Carabinieri di Tivoli, Sig. D’Aquino, il Presidente dell’Associazione Nembo e in rappresentanza delle Sezioni Anpd’I di Velletri, sig. Marco Berardi e della Sezione di Roma, il direttore degli istruttori tecnici, sig. Domenico Aloi.
Massiccia è stata la presenza dei genitori e degli aspiranti corsisti che sono in attesa che si aprano le iscrizioni al VIII corso, la cui intitolazione è ancora top secret.
Quattro anni di duro lavoro per tutti i soci, in particolar modo per l’attuale presidente Franco Figus e per l’istruttore della Sezione, Ciro Fabiani, sempre coadiuvato dal fedelissimo Viotti, ma con la grande soddisfazione, di aver visto il 40 percento dei brevettati con la Sezione di Guidonia, Tivoli, Valle Aniene, solcare la porta carraia della Brigata Paracadutisti “Folgore”, la quale si può sentire orgogliosa di queste nuove leve, ispirate dal suo capitano, incursore, paracadutista Alessandro Romani.

Annamaria Cicchetti

cerimonia del 13 ottobre

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