Mare nostrum: il lavoro dei soccorritori

09 agosto 2014 FONTE – Polizia di Stato Web News.

Ieri a Palermo con la nave militare “Urania” sono arrivati 529 migranti, di cui 47 donne e 55 minori, tutti tratti in salvo nei giorni scorsi nel canale di Sicilia, nell’ambito dell’operazione Mare nostrum.

Ma una volta messi i piedi a terra inizia per loro l’accoglienza con l’identificazione, il fotosegnalamento, la vigilanza e, non ultima, la profilassi sanitaria, che viene svolta nel massimo rispetto dei vigenti protocolli sanitari.

Sono diversi gli operatori che intervengono in questa fase delicata, durante la quale si può anche venire a contatto con soggetti ammalati. Tra gli operatori ci sono anche i poliziotti, che sono abituati al rischio connesso alla loro professione e sono sempre pronti ad affrontare qualsiasi criticità.

È importante che possano svolgere il proprio lavoro in sicurezza e serenità. Infatti, in quest’ultimo periodo, sono state espresse diverse preoccupazioni dal personale e da alcuni organi di stampa riguardo proprio ai colleghi impegnati nell’operazione Mare nostrum.

A tal proposito sono diverse le iniziative dell’amministrazione al fine di informare il personale sui reali rischi e alla prevenzione degli stessi. Inoltre gli uffici sanitari, con la collaborazione di enti universitari ed ospedalieri di riferimento, svolgono continui accertamenti nei confronti del personale della Polizia di Stato impegnato nelle attività di assistenza, soccorso e scorta a migranti.

Insomma nulla viene tralasciato, come ci spiega in un’intervista il dottor Roberto Santorsa, da pochi giorni nominato dirigente generale medico della Polizia di Stato con l’incarico di direttore centrale di sanità, con il compito di coordinare tutti gli uffici sanitari della Polizia sul territorio.

Anche la dottoressa Carmela Lucia Longo, medico della Polizia di Stato, dirigente dell’Ufficio sanitario provinciale di Catania, impegnata in prima linea nella macchina dell’accoglienza messa in moto dall’operazione Mare nostrum, in un’intervista del 19 luglio scorso, indica poche e semplici regole di prudenza da adottare durante il servizio.

Secondo quanto affermato dalla dottoressa Longo, le evidenze e i dati finora raccolti e verificati su decine di migliaia di arrivi indicano rischi ridotti o perfino remoti.

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