IL 1° GRUPPO TATTICO PARACADUTISTI

19 maggio 2014 , ore 14,37 – FONTE: Generale della riserva (art) par Giovanni GIOSTRA  e Generale della riserva (art) par Dario ORRU’- Stella D’Italia- Venerdì scorso invitato a partecipare al 2° raduno dei paracadutisti della 5^cp “PIPISTRELLI” del 2°Battaglione Paracadutisti “TARQUINIA” / 187° Reggimento Paracadutisti “FOLGORE” rimanevo colpito ,favorevolmente, della presenza di tanti paracadutisti giovani e anziani che con lo stesso spirito di corpo hanno e/o servono la 5^ cp. “PIPISTRELLI” dal dopo guerra a oggi, fra questi un Mio carissimo collega con un numero di brevetto, di 37000 paracadutisti, più anziano di Me.Nei Suoi ricordi storici,da Me sollecitati, per mettere a conoscenza i più giovani delle Nostre nobili tradizioni,riportava una vita vissuta all’interno ,all’epoca, dell’Unità da combattimento più moderna della Nostra Forza Armata: il 1° Gruppo Tattico Paracadutisti.
In onore di quella grande Unità e dei Suoi Paracadutisti Voglio riportare quanto scritto da due Storici della Brigata Paracadutisti “FOLGORE” ,con la speranza che quanto scritto possa tornare utile a Tutti Noi:
“L’anima e l’artefice della rinascita del Paracadutismo Militare Italiano nel dopoguerra fu il Capitano Leonida Turrini. Tra i primi e i più prestigiosi istruttori della Scuola di Tarquinia, il Cap.Turrini aveva operato nella lotta clandestina per la libertà dal settembre 1943 fino alla liberazione di Roma.
Un primo “Centro di Studi ed Esperienze sul Paracadutismo Militare” sorse nel 1946 a Roma , al Comando del Turrini. Nel 47 avvennero la trasformazione in Centro Militare di Paracadutismo (CMP) al comando del Ten.Col. Giuseppe Izzo- eroe di EL ALAMEIN con il V/186 Folgore di Grizzano con il Nembo- e il trasferimento a Viterbo.Mentre il comando del CMP passava al Col. Michele Caforio nel 50,due anni dopo fu costituito il 1°Battaglione Paracadutisti al cui comando si avvicendarono il Magg. Rolando Giampaolo(già comandante della 28^/X ad El Alamein e della 108^/285° a Takrouna), il Magg. Gino Bianchini (già comandante della 21^/VII a El Alamein ),il Magg.Giuseppe Palumbo ,il Magg. Turrini che trasferì il btg a Pisa nel 56,il Ten.Col. Renato Mascheretti (già combattente nella guerra di liberazione con la Divisione Nembo e con il gruppo di combattimento Folgore) e Ten.Col.Adolfo Giunta (già del VI/186 a El Alamein)
Il 1 novembre del 1958 ,sotto il comando del Ten.Col. Giunta (Vice Comandante il Magg. Mario Zetto),il 1 Btg par si trasformo’ in 1° Gruppo Tattico Paracadutisti ,assumendo in forza unità di Artiglieria,del genio,delle trasmissioni e dei Servizi,ferma restando la dipendenza dal CMP.
Nel periodo in esame ebbero rapporti esclusivamente addestrativi con il Gruppo Tattico due Unità particolari :
– il Reparto Carabinieri Paracadutisti,erede del 1 btg CC par del 1940;
– il Reparto Sabotatori Paracadutisti ,erede del X Arditi, che si trasformo in btg Sab Par il 1°nov. 1961.
Il Reparto Carabinieri Paracadutisti era stato costituito a Viterbo nel maggio 1951 alle dipendenze addestrative del CMP ,mentre le gerarchie dell’Arma mantenevano le proprie prerogative nei settori disciplinare ,operativo e amministrativo-logistico. Il reparto fu trasferito a Livorno nel maggio del 1958 ,poi a Pisa nel settembre dello stesso anno e definitivamente a livorno nel 62.
Nel periodo di vita del Gruppo Tattico , fu comandato dal Cap.CC Argeo Paolo D’Anchise e successivamente dal Ten. poi Capitano CC Francesco Gentile che fu in seguito Comandante di reparto antiterrorismo in Alto Adige ove cadde meritando la massima ricompensa al Valore Militare.
Il 1° gennaio del 1963 il Reparto si trasformo’ in Compagnia passando alle dipendenze del Comando Brigata Paracadutisti e nel luglio dello stesso anno assunse la dimensione ordinativa di battaglione al comando del Magg. Salvatore Troja, gia’ combattente nel 1° btg CC par in Cirenaica.
Sul piano addestrativo i Carabinieri par avevano un rapporto di dipendenza dal Gruppo Tattico e ne attuavano i programmi previsti per le Unità par di Arma Base ,fatta ovvia eccezione per le attività d’istituto.
I Sabotatori erano stati costituiti a Viterbo nel settembre del 1952 alle dipendenze del CMP con il nominativo di plotone speciale .Nel 1953 il plotone fu assegnato alla Scuola di Fanteria di Cesano e trasformato in compagnia sabotatori paracadutisti.Nel 1957 la Compagnia Sabotatori divenne Reparto Sabotatori paracadutisti e fu assegnato al CMP con sede iniziale a Livorno,successiva a Pisa,poi definitiva a Livorno dal 1961.
I rapporti addestrativi con il Gruppo Tattico si espressero essenzialmente con la partecipazione sia a scuole/lezioni di tiro ,sia a esercitazioni interne del Gruppo Tattico o in cooperazione con grandi Unità dell’Esercito di campagna , mentre i Sabotatori seguivano un iter formativo autonomo.
Inoltre,si registrò un osmosi di personale ed esperienze tra il gruppo tattico e i sabotatori in entrambi i sensi.
Vi fu un elevato spirito di emulazione e di competizione sul piano della professionalità tra le Unità operative delle Aviotruppe,con particolare riferimento ai rapporti tra Carabinieri e i Sabotatori.
Più forte di ogni forma di concorrenza era però lo Spirito di Corpo che li animava e li accomunava esaltandone la compagine.Il 1 gennaio 1963 furono costituiti la Brigata Paracadutisti e il 1^ Reggimento Paracadutisti.
Le principali attività che segnarono i 50 mesi di vita del 1°gruppo tattico paracadutisti in assoluta preminenza furono l’attività addestrativa e quella lancistica tipo:
-i lanci di brevetto,di addestramento e tattici;
-l’attività di aviorifornimento che vide uno straordinario sviluppo delle tecniche di aviolancio di materiali individuali ,leggeri, medi e pesanti;
-le esercitazioni con l’esercito di campagna;
-i campi d’arma annuali svolti in varie parti del territorio nazionale nella stagione estiva,per la esecuzione delle esercitazioni in bianco e a fuoco più significative e di maggior livello e impegno;
-le prove valutazione a fuoco di plotone a conclusione del 2° ciclo addestrativo;
-le scuole di tiro e i tiri di amalgama (conclusivi del 2°ciclo) per artiglieria e mortai;
-le scuole di tiro controcarro semestrali per gli artiglieri e per i cannonieri s.r.da 57 e 106;
-le lezioni di tiro di addestramento e di perfezionamento con le armi individuali e di reparto;
-le esercitazioni invernali,prove di estremo impegno psicofisico per pattuglie,a seguito di aviolancio ,a cadenza semestrale ,in situazioni di “sopravvivenza”;
-attività sportiva diuturna,molto intensa e diversificata,con competizioni settimanali individuali,per pattuglie e per reparti;
-gare di canto corale.
Questi erano i Paracadutisti Militari dal basco grigio verde, Uomini che in un quadro quanto mai denso e variegato non soffrivano la noia della naja brutale di quel periodo storico.
Uomini da prendere ad esempio anche dai Nostri professionisti, Uomini che certo non sfigurerebbero nei vari Teatri Operativi dove operano gli attuali paracadutisti dal Basco Amaranto.
Nel chiudere questa breve sintesi di storia del paracadutismo militare, volevo ringraziare il Gen. Giostra e il Gen. Orru che ,con la lettura dei Loro scritti ,Mi hanno dato la possibilità di far conoscere ai più giovani e non solo un pezzo importante della Nostra Storia e come diceva un Mio Comandante di Brigata chi non conosce la propria storia non ha storia.Firmato Paracadutista giacomo dessena.

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Commenti

2 Commenti

  1. Sergente Virgilio Ronchetti classe 1936 brevetto N° 7720 ricondizionato il 24--08--2016 dalla scuola di Ferrara

    Durante la stesura di questo articolo è stata saltata una riga (o due o tre ) . Nel 1958 – 59 io c’ero a Livorno e c’era anche il Col. Mautino, che comandava il battoglione ,un plotone di Carabinieri, un plotone di Alpini e c’era anche il Capitano Acconci con i Suoi SABOTATORI .

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