Città dell’Aria: 500 lanci in 6 mesi per i parà di Guidoni

31 luglio 2013, ore 14.00: FONTE – Anpd’I Guidonia, Tivoli, Valle dell’Aniene “Cap. inc. par. Alessandro Romani” – Si estende lungo in via di Gello ed al numero civico 138 vi è una delle entrate. Sulla strada si affaccia un fabbricato con un portone con al centro uno stemma disegnato, ai lati dell’entrata due garitte e tutto rigorosamente è in marmo, il perimetro del sedime è racchiuso da un muretto e ringhiera, dietro si estendono piante ad alto fusto: è la caserma “Gamerra” sita a Pisa.

Dal 1957 c’è la Scuola Militare di Paracadutismo dipendente dalla Brigata Paracadutisti “Folgore” con sede a Livorno, che nel 1 gennaio 1963 ha assunto il nome di CEPAR, poi di SMIPAR ed ora si chiama CAPAR.

Una realtà militare che in più di qualche occasione è stata interesse della cinematografia italiana a metà del Novecento, infatti, sono stati girati gli esterni di “Divisione Folgore” nel 1954 dal regista Duilio Coletti, nel quale l’attore Terence Hill, al tempo Mario Girotti, interpretava un paracadutista sulla torre di lancio a confronto con se stesso ed il vuoto, successivamente nel 1963 in “Obiettivo Ragazze raggiunto, Stop  – Missione compiuta”, il regista Mario Mattioli, con il cantante Tony Renis, dà vita alla sua serie dei Musicarelli.

 

Il Centro di Addestramento Paracadutisti, nel corso dei suoi cinquantasei anni di permanenza in Toscana, è stato oggetto di infatuazione di centinaia e centinaia di giovani anche militesenti che, varcando quella soglia, hanno stipulato un contratto con l’emozione. Qualcuno costretto dalla famosa cartolina rosa, qualcun altro, invece, per il desiderio di diventare un paracadutista, tutti, comunque, ritrovandosi davanti a quel grosso portone vi rientrano con doveroso rispetto.

La Sezione Anpd’I Guidonia, Tivoli e Valle dell’Aniene, a seguito di richiesta, accordata con entusiasmo dal Comando Brigata, è stata ospitata, lo scorso 24 luglio, per un visita formativa: staff dirigenziale, paracadutisti in congedo e neo brevettati sono stati ricevuti direttamente dall’attuale Comandante la Brigata, Generale Lorenzo D’Addario, un privilegio dettato dalla formalità e dalla stima che gli stessi paracadutisti di Guidonia si stanno guadagnando da qualche mese ad oggi.

Scesi dal letto di casa all’alba e saltati sul pullman granturismo i “basco amaranto” della Città dell’Aria, insieme a qualche altro collega delle sezioni laziali, si sono lanciati verso l’avventura pisana: nell’ampio piazzale d’armi al cospetto del monumento ai caduti, il rumore scandito dal lavoro quotidiano della caserma è stato il primo alito di quell’aria dei tempi che furono; la torre di lancio, il pollaio, la palestra per i più giovani e futuri professionisti nell’Esercito, sono stati i fari di un futuro che li attende luminoso: insomma una giornata tipo del passato e del futuro.

Il viaggio da Guidonia-Tivoli a Pisa è stato fortemente voluto dal Generale di Divisione Alessandro Puzzilli a conclusione di un’intensa attività che si è snodata per tutto il primo semestre del 2013: dall’organizzazione di tre corsi di paracadutismo con il rilascio di 29 brevetti e 6 ricondizionamenti, 2 marce, la prima sui monti tiburtini (monte Gennaro ndr) nel mese di marzo e la seconda nella Valle dell’Aniene (monte Livata ndr) nel mese di maggio, inoltre, il Labaro della Sezione, intitolata al “Capitano incursore paracadutista Alessandro Romani”, degnamente portato dall’alfiere Maurizio Rinaldi, è stato presente a tutte le manifestazioni civili organizzate dai Comuni della Valle tiburtina e da quelle militari organizzate dal Comando Aeroporto, tra le quali l’85° anniversario della scomparsa del Generale Alessandro Guidoni, caduto sul campo volo di Montecelio proprio per provare un paracadute, il 27 aprile del 1928.

Doti quali il rispetto e l’umiltà d’intenti sono le peculiarità di questo gruppo di paracadutisti, già appartenenti alle fila della Brigata Paracadutisti Folgore e nativi della provincia di Roma, che gli hanno permesso di avviare una condivisa collaborazione con il personale dell’aeroporto militare “A. Barbieri” , in particolar modo è stata raggiunta un’intesa morale con i comandanti che si sono susseguiti nei due anni di vita, inizialmente con il colonnello Fabio Tolomeo e successivamente con l’attuale comandante, Colonnello pilota Alberto Pelacchi.

L’intensa attività aviolancistica sul sedime aeroportuale: dall’ottobre 2012 al giugno 2013 si sono totalizzati 500 lanci e la collaborazione con l’Aeroclub di Roma, che mette a disposizione gli hangar per il lavoro di ripiegamento e il supporto in volo con un Cesna della Società sportiva Lazio Paracadutismo, ha riportato nella Città del Generale Guidoni il desiderio di alzare lo sguardo verso il cielo e riassaporare quell’entusiasmante emozione che un tempo veniva espressa dalla Pattuglia Acrobatica dell’Aeronautica Militare denominata “Falchi Blu”, reparto di promozione chiuso da più di qualche decennio.

Se in Toscana la Brigata Paracadutisti, negli anni, ha potuto attivare la collaborazione in convenzione tra la Scuola Militare di Paracadutismo e la Presidenza dell’Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia per attività comuni, quali migliori intenti si potrebbero sviluppare anche con l’aeroporto militare di Guidonia, laddove, ancora sono vivi i ricordi di quando anche la stessa Brigata Paracadutisti Folgore sui vecchi G222 in più di qualche occasione veniva ad addestrarsi?

Progetti, ambizioni e desideri che si svilupperanno con il trascorrere dei mesi futuri sembrano essere nati sotto una buona stella: sarà colpa del destino o merito delle peculiarità professionali ed umane di questo gruppo di paracadutisti, che li portano ad essere attenti anche al prossimo?

I corsi di paracadutismo riprenderanno nel mese di settembre prossimo e lo staff tecnico-organizzativo ha a disposizione solo il mese di agosto per riprendere fiato: il direttore tecnico Franco Figus e l’istruttore ginnico Luciano Tiberi dovranno riorganizzare le attività in palestra per seguire i nuovi allievi, i quali già scalpitano vogliosi di ascoltare le nozioni dettate dagli istruttori della sezione Anpd’I di Roma intitolata ai fratelli Ruspoli, che collabora alle lezioni, sotto la stretta supervisione del responsabile Mimmo Aloi; il segretario Marco Mattia Magretti, anche se ha appeno rimesso i timbri nella sua valigetta, dovrà riprendere ad istruire le nuove pratiche attinenti il rilascio dei brevetti e tutti gli altri soci operativi, ognuno per il loro compito, saranno come sempre in prima linea.

L’opportunità di lanciarsi sulla base militare di Guidonia, oasi felice della provincia romana, grazie al suo ambiente naturale, è stato stimolo anche per le altre sezioni, tra cui Roma, Anzio-Nettuno, il cui presidente è il reduce Santo Pelliccia ed una sezione arrivata per l’occasione direttamente dalla Sardegna, nonché per la scuola di paracadutismo di Fermo, la quale collaborando con il Direttore di lancio e i ripiegatori ha potuto apprezzare anche della buona cucina tiburtina.

L’ambiente naturale, fatto di cave di travertino, rivoli dell’Aniene, vallate e cucuzzoli di montagnette innesca un meccanismo di astinenza al lancio, che porta ogni paracadutista a chiedere di farsi accreditare alla porta carraia dell’aeroporto “A. Barbieri” per mettersi in fila ed attendere il turno per l’imbarco.

Ne sanno qualcosa i brevettati della Sezione e cioè: 1° corso par. Fabio Tiberi (C. Balice, G. Castiglia, L. Cerbara, M. Ferrentino, L. Fragni, A. Magretti, M. Matta, A. Mattioli e G. Terracciano); 2° corso par. Alessandro Romani (G. Bottani, M. Cecchetti, A. Cuneo, V. De Angelis, A. D’Ignazi, C. Escuriale e L. Cammarata); 3° corso par. Ireneo Mannai (D. Antonucci, L. Battistuta, S. Bondì, F. Campanari, A. Coladonato, E. Cornacchia, D. De Vito, F. Gizzi, S. Koller, M. Narciso, A. Nardelli, G. Perdichizzi, L. Pizzuti e L. Zuccari). I parà Antonucci, Coladonato e Koller sono militari in forza all’Esercito, inoltre, al 3° corso hanno partecipato le prime due donne: Silvia Maria Koller, proveniente dal Centro Sportivo dell’Esercito e Dayana De Vito. Da non dimenticare la mascotte della sezione, Simone Paoloni di Marcellina.

<…dopo 5 anni in Aeronautica – mi sono congedato per seguire un amore finito dopo un po’- riconosco che il vero fascino del desiderio l’ho subìto nelle Forze Armate ed ora anche se da civile sono felice di aver incontrato la Sezione dei paracadutisti di Guidonia, perché con loro ho ritrovato quell’ambiente>, ci confida Massimiliano di Tivoli.

Ed allora è vero che il primo amore non si dimentica mai!

Annamaria Cicchetti

 

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Commenti

11 Commenti

  1. Vedi che significa ad avere una “giornalista” al seguito che ti cura la promozione? o dovevo dire “propaganda”…

    Un abbraccio Marco

    • Buon giorno Irene,
      abbiamo controllato e il nome di suo Zio, Ireneo Mannai, del V° Battaglione risulta tra i caduti in servizio, a causa di “Aviolancio” il 11 Gennaio del 1983 all’aeroporto di Ampugnano (SI). Cercheremo di ottenere maggiori informazioni dal Comando Brigata Par. “Folgore”.
      Un cordiale saluto.
      Andrea Marrone

      • grazie per avermi risposto.Vorrei fare un’ altra domanda il 3 corso par.Ireneo Mannai è proprio intitolato a mio zio? grazie fin da ora per la risposta

  2. Gentile Irene,
    ebbene si il 3° Corso di paracadutismo organizzato a Guidonia Montecelio è stato intitolato proprio a suo zio Ireneo, per desiderio del Generale D. par. Alessandro Puzzilli e dal socio Marco Mattia Magretti entrambi ufficiali comandanti al tempo del fatto. Magretti al tempo era tenente e non si è raffermato, mentre il Generale Puzzilli da poco in congedo vive a Tivoli in provincia di Roma ed è l’attuale presidente della Sezione Anpd’I Guidonia, Tivoli, Valle dell’Aniene.. sono stata presente alla cerimonia di apertura ed ho sentito pronunciare delle bellissime parole dal Generale nel ricordare uno dei suoi giovani paracadutisti. Se le fa piacere privatamente la posso mettere in contatto con la sezione di Guidonia che a breve dovrebbe riaprere le attività. Grazie per averci contattato e con doverosa stima la saluto.
    Annamaria Cicchetti

    • grazie mille anchio sono la nipote di ireneo mannai e sorella di irene se davvero c’e qualche foto o qualcuno che ci possa parlare di lui saremmo molto contenti io x mia fortuna lo conosciuto ma avevo solo tre anni quando e morto ma dai racconti mi dicevano che mi voleva bene e che era un bravo ragazzo grazie mille x le informazioni e grazie x avere dedicato un corso a suo nome

  3. La redazione di Stella d’italia News privatamente ha messo in contatto le sorelle Silvia e Irene Mannai con i paracadutisti che hanno conosciuto il loro caro zio Ireneo. Grazie per averci contatto

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