CON IL PROGETTO NEPTUNE, DAGLI ABISSI ALLO SPAZIO, SOMMERGIBILISTI E ASTRONAUTI SEMPRE PIÙ VICINI

16 Dicembre 2021: FONTE – Marina Militare –

Studi comparati di fisiologia e biologia tra gli astronauti ra gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale e gli equipaggi dei sommergibili italiani


È stato un rientro davvero particolare per l’equipaggio del sottomarino Todaro che dopo una lunga missione in Mediterraneo è stato accolto da un team dell’Università di Firenze.

Presso il Comando Flottiglia Sommergibili di Taranto sono infatti stati effettuati i prelievi di campioni biologici al termine della missione su un nucleo di volontari sommergibilisti. L’attività rientra nel progetto Neptune che prevede approfonditi studi comparati di fisiologia e biologia tra gli astronauti della Stazione Spaziale Internazionale e gli equipaggi dei sommergibili italiani.

Entrambi, sebbene a “quote” decisamente diverse, sono impegnati per prolungati periodi di tempo in uno spazio ristretto e con ridotti margini d’errore, determinando un ambiente ad alto rischio di stress. Motivo per il quale, negli Abissi come nello Spazio non servono solo grande specializzazione tecnico-professionale ed alta tecnologia ma anche specifiche doti attitudinali ed attenzione allo Human Factor.

Il progetto di ricerca coinvolge, oltre alla Marina Militare, l’Agenzia Spaziale Europea, l’Agenzia Spaziale Italiana, l’Università di Firenze (ASAcampus-DSBSC, BIO, DMSC), l’Università di Milano (DiSFeB), l’Università di Siena (DSV), University of Munich e Bruxelles University.

Al termine della raccolta dei campioni, il Comandante di MARICOSOM, Contrammiraglio Vito Lacerenza, ha effettuato un punto di situazione con i partner del progetto per confrontarsi sulle prossime tappe della collaborazione medica e scientifica. Neptune è infatti per la Marina Militare uno dei terreni di concreta cooperazione tra le eccellenze umane e tecnologiche del nostro Paese grazie alle quali si potrà giocare un ruolo trainante nelle sfide del ventunesimo secolo dagli Abissi allo Spazio profondo.

© MARINA MILITARE

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