L’UE CHIEDE UN AUMENTO DELLA PRESENZA NAVALE NEL MAR ROSSO

Fonte:israeldefense.co.il

L‘UE avverte che la carenza di navi da guerra sta ostacolando la scorta delle navi mercantili, mentre le marine europee stanno rinnovando e aggiornando il dispiegamento delle proprie forze nella regione.

Secondo una pubblicazione sul sito web dell’USNI, l’Unione Europea sta sollecitando con urgenza gli Stati membri ad aumentare il numero di navi partecipanti alla missione navale EUNAVFOR ASPIDES nel Mar Rosso. La missione, istituita per proteggere le rotte di navigazione commerciali dagli attacchi dei ribelli Houthi provenienti dallo Yemen, sta attualmente affrontando una grave carenza di fregate. L’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaia Kallas, ha chiarito che molte navi mercantili sono costrette ad attendere in coda per le scorte militari a causa della mancanza di personale e attrezzature sufficienti

Secondo quanto riportato, la situazione della sicurezza nella regione sta peggiorando, soprattutto dopo che gli Houthi hanno ripreso i loro attacchi e hanno persino preso il controllo strategico dell’isola di Perim, vicino allo stretto di Bab al-Mandab.

L’operazione Aspides è stata lanciata lo scorso anno con l’obiettivo di garantire la sicurezza del traffico marittimo nel Golfo Persico, nel Mar Rosso e nell’Oceano Indiano nord-occidentale. Inizialmente, la missione prevedeva l’impiego di almeno dieci navi da guerra per le operazioni ordinarie, ma ora, alla luce dell’escalation e delle parallele crisi regionali, il requisito è diventato ancora più complesso e urgente. L’Unione Europea sottolinea che non si tratta solo di un requisito quantitativo, ma di una specifica necessità di fregate avanzate e di capacità di difesa aerea. Inoltre, la crescente tensione intorno allo Stretto di Hormuz, vitale rotta commerciale per l’economia globale, sta aumentando il carico di lavoro delle forze navali che operano nell’area e richiede il ridispiegamento dei paesi europei.

Oggi, Italia e Grecia costituiscono il nucleo della forza navale che opera nella regione. La fregata italiana ITS Carlo Bergamini funge da nave ammiraglia della missione, insieme ad altre unità. Tuttavia, il Ministro della Difesa italiano ha recentemente annunciato il rientro in Italia di due cacciamine per manutenzione e rinnovo dell’equipaggio, con l’impegno di sostituirli con unità analoghe. Allo stesso tempo, la Marina olandese ha annunciato l’invio della fregata HNLMS Evertsen in Medio Oriente per sostituire la fregata HNLMS De Ruyter; la nuova nave supporterà le missioni dell’Unione del Mar Rosso in linea con gli sviluppi della sicurezza.

Parallelamente alle operazioni di rinforzo, anche le forze navali di Gran Bretagna, Francia e Germania stanno apportando modifiche al dispiegamento delle proprie flotte in Medio Oriente e nel Mediterraneo. Il cacciatorpediniere britannico HMS Dragon e le navi tedesche FGS Mosel e FGS Fulda hanno completato le loro missioni o sono state rimandate alle basi, in parte a causa dei dubbi sulla data di inizio di una missione multinazionale pianificata nello Stretto di Hormuz. In Francia, si è optato per mantenere due fregate e due navi dragamine nell’area, fornendo al contempo una fregata per la missione Aspides in base alle necessità.

Il dispiegamento variabile delle forze e la difficoltà di mobilitare un numero sufficiente di fregate pongono sfide significative in termini di capacità e prontezza operativa per l’Unione Europea. Poiché la minaccia degli Houthi alla navigazione civile persiste e le tensioni regionali con l’Iran rimangono elevate, la sede dell’UE a Bruxelles auspica che gli altri Stati membri si facciano avanti e contribuiscano con ulteriori navi da guerra. Senza un significativo rafforzamento della task force navale, il rischio per il commercio internazionale negli strategici stretti mediorientali rischia di rimanere elevato, ritardando le spedizioni e mettendo a dura prova le rotte di approvvigionamento globali.

https://www.israeldefense.co.il/node/71160

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