Fonte: militarywatchmagazine.com
La Marina statunitense sta indagando su un grave guasto meccanico che ha lasciato il cacciatorpediniere lanciamissili di classe Arleigh Burke USS Benfold senza alimentazione elettrica per quattro giorni mentre operava nel Mar Cinese Meridionale. Il cacciatorpediniere ha subito quello che la Marina ha descritto come un “guasto meccanico ai suoi generatori” il 24 luglio, costringendo la nave a rimanere senza la normale alimentazione elettrica e a essere rimorchiata a Subic Bay, nelle Filippine, per le riparazioni. L’incidente si è verificato mentre l’USS Benfold operava con il gruppo d’attacco della portaerei USS George Washington, che da allora è stato ridispiegato in Medio Oriente, lasciando il Pacifico senza portaerei americane.
L’interruzione di corrente ha impedito alla USS Benfold di operare normalmente, rendendo necessario l’intervento di altre unità del gruppo d’attacco. La USS Robert Smalls avrebbe fornito pasti all’equipaggio colpito, mentre la Marina organizzava le operazioni di recupero. La Marina non ha reso pubblica la natura precisa del guasto tecnico al sistema del generatore e un’indagine è tuttora in corso per determinarne la causa. L’interruzione di corrente ha compromesso i servizi di cucina, i servizi igienici, l’aria condizionata e l’acqua potabile, lasciando centinaia di marinai senza molti dei servizi di base normalmente disponibili a bordo di una moderna nave da guerra. La Marina ha affermato che l’equipaggio ha reagito con professionalità durante i quattro giorni di emergenza, elogiandone in particolare la resilienza e la fermezza.
Un cacciatorpediniere di classe Arleigh Burke dipende fortemente dall’energia elettrica per i suoi sistemi di combattimento, sensori, comunicazioni e altre apparecchiature; ciò significa che un guasto prolungato al generatore può di fatto mettere fuori combattimento un cacciatorpediniere, anche se le sue armi e i sensori rimangono fisicamente intatti. L’incidente si verifica quindi in un momento in cui le questioni relative alla prontezza operativa e alla capacità di manutenzione della Marina statunitense stanno ricevendo sempre maggiore attenzione, con gravi carenze ripetutamente evidenziate durante le operazioni contro l’Iran a partire dalla fine di febbraio.
A metà del 2024, la Marina degli Stati Uniti e la Marina dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese (PLA) si sarebbero impegnate in intense battaglie di guerra elettronica nel Mar Cinese Meridionale, vicino alle Filippine. Gli scontri di guerra elettronica sarebbero durati ben dodici ore nel nord delle Filippine e, di conseguenza, le navi da guerra americane “si trovarono ad affrontare una crisi senza precedenti: schermi pieni di interferenze e una perdita totale dei segnali GPS”, con la conseguente ritirata della flotta a causa della grave interruzione delle capacità di comunicazione e navigazione. Si stimò che le apparecchiature di guerra elettronica della Marina statunitense fossero di una generazione precedente rispetto a quelle cinesi, alimentando notevoli critiche a livello nazionale.
Gli scontri del 2024 hanno messo in luce le preoccupazioni diffuse nel mondo occidentale riguardo alle conseguenze delle enormi disparità tra le basi industriali cinese e americana, e in particolare nei settori della cantieristica navale e dell’elettronica, per l’equilibrio di potere tra i due Stati. Si ipotizza che la messa fuori uso della USS Benfold sia il risultato di un simile scontro.
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