Fonte: militarywatchmagazine.com
Il deputato statunitense Ed Case, durante un’audizione speciale della commissione del Senato, ha confermato che gli Stati Uniti hanno perso 39 velivoli durante le ostilità con l’Iran, iniziate il 28 febbraio. Interrogando il responsabile finanziario del Pentagono, Jay Hurst, sull’entità delle perdite subite durante il conflitto, Case ha chiesto se il Pentagono avesse calcolato “un costo di mantenimento per tutti quegli aerei”. Oltre alla distruzione di 39 velivoli, altri 10 hanno subito danni di varia entità. Le stime precedenti sull’entità delle perdite statunitensi variavano notevolmente, ma si attestavano costantemente su diverse decine di aerei. Questo dato si aggiunge alla lunga lista di controversie che circondano lo sforzo bellico. Altre controversie includono l’estremo esaurimento delle munizioni statunitensi, dal quale si prevede che ci vorranno diversi anni per riprendersi completamente, e l’incapacità di ridurre o indebolire in modo significativo il considerevole arsenale missilistico iraniano o le relative infrastrutture.
In seguito all’abbattimento di un caccia a lungo raggio F-15E Strike Eagle dell’aeronautica statunitense sul territorio iraniano all’inizio di aprile, le operazioni americane per recuperare i due aviatori che si erano eiettati e paracadutati in Iran hanno causato la perdita di altri nove velivoli statunitensi e uno israeliano. Tra questi, un aereo da supporto al recupero del personale HC-130J Combat King II, elicotteri da soccorso HH-60W, elicotteri da trasporto UH-60 Black Hawk, un aereo d’attacco A-10 e un drone MQ-9. Il rapido esaurimento degli arsenali missilistici a lungo raggio statunitensi e israeliani è stato un fattore determinante che ha costretto le forze armate di entrambi i paesi ad operare più vicino o all’interno dello spazio aereo iraniano per utilizzare bombe a caduta libera, più economiche e facilmente reperibili, con conseguenti rischi significativamente maggiori.
Una delle perdite più significative subite dalle forze statunitensi è stata quella di un sistema di allerta e controllo aviotrasportato (AWACS) E-3 Sentry, uno dei velivoli di maggior valore dell’aeronautica statunitense, distrutto presso la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita da un attacco iraniano alla fine di marzo. Si prevede che la sostituzione dell’E-3 sarà particolarmente difficile, dato che i finanziamenti per la produzione dei primi sistemi di allerta precoce aviotrasportati dell’aeronautica statunitense del dopoguerra fredda, gli E-7 Wedgetail, sono stati approvati solo all’inizio di marzo, mentre è ancora lunga la lista d’attesa per la consegna di questi velivoli. Il 19 marzo, la difesa aerea iraniana ha messo a segno il primo colpo missilistico confermato su un caccia di quinta generazione in volo, un F-35A dell’aeronautica statunitense, danneggiando il velivolo a tal punto da causare ferite da schegge al pilota. Non è ancora chiaro se il velivolo sia stato considerato danneggiato o distrutto.
L’abbattimento di droni MQ-9 Reaper da parte dell’Iran ha rappresentato la maggior parte delle perdite aeree statunitensi, poiché questi velivoli erano stati impiegati in profondità nello spazio aereo iraniano per missioni troppo rischiose per aerei con equipaggio. Si stima che ventiquattro di questi droni siano stati abbattuti durante il conflitto, e il loro costo, pari a quasi 150 milioni di dollari ciascuno, non era affatto sacrificabile. Anche un velivolo da ricognizione senza pilota MQ-4C Triton della Marina statunitense, del valore di quasi 250 milioni di dollari, sarebbe stato abbattuto durante il successivo periodo di cessate il fuoco. Sebbene le implicazioni economiche e strategiche dell’esaurimento delle scorte di munizioni statunitensi superino di gran lunga quelle delle perdite aeree durante la guerra contro l’Iran, il conflitto ha posto sfide senza precedenti al dominio aereo degli Stati Uniti, e la capacità del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane di colpire aerei negli aeroporti di tutto il Medio Oriente con missili contro i droni ha rappresentato un elemento centrale di questa sfida.
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