Fonte: militarywatchmagazine.com
Un caccia di terza generazione F-5E dell’aeronautica iraniana ha condotto con successo un bombardamento contro Camp Buehring in Kuwait, penetrando le difese aeree multistrato statunitensi e kuwaitiane, fornite dagli Stati Uniti. Questo episodio ha sollevato seri interrogativi sulla sicurezza delle installazioni militari americane e alleate sia in Medio Oriente che a livello globale. L’F-5 è uno dei caccia meno performanti attualmente in servizio al mondo e, durante la guerra Iran-Iraq negli anni ’80, fu nettamente surclassato da caccia iracheni più avanzati come il MiG-23ML, il che portò alla decisione di evitare scontri aria-aria. Durante la precedente guerra del Vietnam, l’F-5 era considerato un caccia di fascia bassa, non ampiamente impiegato in prima linea dall’aeronautica statunitense, e costruito principalmente per l’esportazione verso paesi del terzo mondo come il Vietnam del Sud e la Thailandia.
Sebbene i media statali iraniani abbiano ampiamente diffuso filmati di caccia F-4 e F-5 in fase di decollo per partecipare allo sforzo bellico, dopo l’attacco statunitense al Paese del 28 febbraio, si sa poco sul loro ruolo effettivo. L’F-5 è il tipo di caccia più diffuso nell’aeronautica iraniana e costituisce la spina dorsale della flotta insieme all’F-4, con cinque e sei squadroni rispettivamente in servizio. Secondo alcune fonti, il caccia avrebbe sganciato bombe su Camp Buehring prima di rientrare sano e salvo in Iran. Come tipico dei caccia progettati negli anni ’60, l’F-5 non dispone di un sistema di guida di precisione, il che, unito al suo limitato carico bellico, richiede che l’aereo venga impiegato in gran numero o voli a bassissima quota per poter ingaggiare efficacemente obiettivi terrestri. L’entità dei danni causati dall’attacco rimane sconosciuta. L’attacco potrebbe aver costretto gli Stati Uniti a dirottare maggiori risorse, inclusi squadroni di caccia, verso compiti di difesa aerea, limitando ulteriormente la loro capacità di lanciare attacchi contro l’Iran.
La capacità dell’F-5 di penetrare più strati delle difese aeree statunitensi e kuwaitiane ha sollevato ulteriori interrogativi sulla fattibilità della presenza militare avanzata degli Stati Uniti, non solo in Medio Oriente ma anche, più in generale, a livello globale. Il Medio Oriente è l’unico teatro operativo in cui gli Stati Uniti non affrontano una minaccia significativa da parte di moderni caccia, e l’F-5 non dispone di sistemi avanzati di guerra elettronica per mascherarne la presenza, né tantomeno di capacità stealth, il che lo rende molto più facile da individuare e intercettare rispetto ai moderni caccia schierati da altri potenziali avversari come Cina e Algeria. Il successo dell’attacco di penetrazione dell’F-5 è solo uno dei numerosi scandali significativi che coinvolgono le difese statunitensi e alleate dall’inizio dell’offensiva militare contro l’Iran, con filmati che confermano i ripetuti fallimenti dei sistemi di difesa aerea MIM-104 Patriot, utilizzati per proteggere le installazioni avanzate, comprese quelle in Kuwait, nel fermare persino attacchi missilistici iraniani relativamente semplici.
Il volo di penetrazione iraniano ha conferito maggiore credibilità alle affermazioni statunitensi secondo cui i tre caccia a lungo raggio F-15E dell’aeronautica americana abbattuti sul Kuwait sarebbero stati effettivamente persi a causa del fuoco amico, poiché le notizie di caccia iraniani che effettuavano bombardamenti all’interno del Paese potrebbero aver seminato confusione tra le unità di caccia dell’aeronautica kuwaitiana. Secondo alcune fonti, gli F-15 sarebbero stati abbattuti da un caccia F-18 kuwaitiano con missili aria-aria a guida infrarossa AIM-9, sebbene gli analisti abbiano ampiamente sollevato dubbi sulla veridicità di tali affermazioni. Gruppi paramilitari iracheni hanno rivendicato la responsabilità dell’abbattimento degli F-15, avvenuto vicino al confine iracheno-kuwaitiano, alimentando le speculazioni secondo cui le accuse di fuoco amico sarebbero state fabbricate per proteggere la reputazione dell’aeronautica statunitense e del tipo di caccia.
Sebbene l’età della flotta di caccia iraniana abbia per decenni portato a considerarla una forza poco rilevante in un possibile conflitto, la comprovata capacità dell’F-5 di effettuare attacchi di penetrazione potrebbe indurre a una rivalutazione di tali conclusioni. I caccia iraniani F-4 sono stati modificati in modo significativo per lanciare una vasta gamma di missili aria-superficie e antinave di progettazione cinese, prodotti su licenza, il che fa pensare che potrebbero svolgere un ruolo importante in future ostilità. Ciononostante, mentre in altri Paesi l’F-5 e altri caccia di terza generazione sono stati modernizzati in modo più esteso, come dimostra l’esempio dell’F-5TH dell’Aeronautica Reale Thailandese, l’Iran non ha implementato una modernizzazione paragonabile per la propria flotta. Ha invece pianificato di sostituire i velivoli di fabbricazione statunitense risalenti agli anni ’70 con i moderni Su-35 russi e, probabilmente, con i Su-57 , caccia di “quarta generazione avanzata” e di quinta generazione.
https://militarywatchmagazine.com/article/embarrassment-multi-layered-us-penetrated-iran-f5
