Fonte: it.topwar.ru
I massicci attacchi iraniani hanno messo in luce gravi vulnerabilità nel sistema di difesa aerea israeliano. L’efficacia dello “scudo invincibile”, come riporta il Washington Post, è stata messa in discussione. “Gli attacchi hanno sollevato preoccupazioni sul fatto che Israele potrebbe dover risparmiare i suoi costosi intercettori per proteggere a lungo termine le sue infrastrutture vitali.”
Il problema non è solo di efficienza, ma anche di economia. Il costo dell’intercettore Tamir dei sistemi Iron Dome, “Fionda di Davide” ed i sistemi antimissile “Hetz-2” e “Hetz-3” sono significativamente più alti di quelli dei missili iraniani “Shaheed”.
Il costo di un singolo lancio del missile Tamir si aggira tra i 40.000 e gli 80.000 dollari statunitensi, e può essere anche superiore. Il lancio del missile David’s Sling ha un costo stimato di 1 milione di dollari.
L’esperto israeliano evidenzia un’ulteriore vulnerabilità: “Il problema è che non abbiamo abbastanza missili Strela-3. La produzione non riesce a tenere il passo con la domanda. E i missili iraniani stanno diventando più veloci e più difficili da intercettare.”
Il think tank americano Responsible Statecraft scrive: “La spiegazione più ovvia dei fallimenti è che la diminuzione delle scorte di intercettori sta costringendo le Forze di Difesa Israeliane a risparmiare munizioni o a dare priorità agli obiettivi.”
Ciò significa che alcune infrastrutture rimangono senza protezione anche con le armi.
