Fonte: militarywatchmagazine.com
L’aeronautica militare statunitense ha perso almeno un sistema di allerta e controllo aviotrasportato E-3 Sentry (AWACS) e tre aerei cisterna per il rifornimento in volo KC-135 Stratotanker presso la base aerea Prince Sultan in Arabia Saudita, a seguito di attacchi multipli con missili balistici e droni lanciati dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane contro la struttura. Gli attacchi del 27 marzo hanno causato numerose vittime: le stime più prudenti indicano dieci aviatori statunitensi feriti, sebbene alcune stime parlino di un numero significativamente superiore. La distruzione di un E-3 AWACS è un evento senza precedenti, considerando che il velivolo ha un valore di quasi 500 milioni di dollari e rappresenta uno degli aerei di supporto più costosi dell’aeronautica militare, insieme al posto di comando aviotrasportato E-4B Nightwatch, dal costo simile.
Il successo dell’attacco a un E-3 AWACS si aggiunge agli importanti successi conseguiti dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche nella distruzione di radar terrestri cruciali, fondamentali per il mantenimento della consapevolezza situazionale degli Stati Uniti e dei loro partner strategici. Diciassette installazioni militari statunitensi sono state attaccate dall’Iran nelle due settimane successive all’offensiva congiunta di Stati Uniti e Israele contro il Paese, lanciata il 28 febbraio, e questi attacchi hanno spesso preso di mira sistemi radar vitali per la difesa missilistica balistica. Tra i risultati più significativi ottenuti nei primi giorni di guerra si annovera la distruzione di sistemi radar di alto valore per un totale di 2,7 miliardi di dollari, tra cui il radar AN/FPS-132 in Qatar, del valore di 1,1 miliardi di dollari, e due radar AN/TPY-2 in Giordania e negli Emirati Arabi Uniti, ciascuno del valore compreso tra 500 milioni e 1 miliardo di dollari. La distruzione di un E-3 limiterà la capacità dell’Aeronautica Militare di compensare queste perdite con il supporto radar aereo.
Prima dell’inizio degli attacchi contro l’Iran, l’aeronautica statunitense ha schierato la maggior parte della sua flotta globale di E-3 in Medio Oriente e in Europa. A metà marzo, l’aeronautica ha intensificato il ritmo operativo della flotta di E-3 sul Medio Oriente, in particolare su Giordania, Arabia Saudita settentrionale, Iraq meridionale e Mediterraneo orientale, per garantire una capacità di rilevamento costante contro droni e missili iraniani diretti verso obiettivi in Giordania e Israele. Nonostante i sistemi di difesa aerea siano particolarmente concentrati in Israele, gli attacchi missilistici iraniani hanno raggiunto un tasso di successo dell’80%, in costante aumento, colpendo obiettivi chiave. Fonti israeliane attribuiscono questo risultato in parte alla distruzione della vasta rete regionale di sistemi radar degli Stati Uniti e dei loro partner strategici. La distruzione degli E-3 potrebbe quindi migliorare ulteriormente il tasso di successo degli attacchi iraniani.
Gli attacchi missilistici iraniani hanno distrutto diversi tipi di velivoli di alto valore in dotazione agli Stati Uniti e ai loro partner strategici. Un precedente attacco alla base aerea Prince Sultan, avvenuto nella seconda settimana di marzo, ha danneggiato almeno cinque aerei cisterna KC-135 Stratotanker dell’aeronautica statunitense, mettendo a dura prova la già precaria flotta di aerocisterne. Pochi giorni dopo, un attacco missilistico balistico avrebbe distrutto un sistema di allerta precoce e controllo aviotrasportato (AEW&C) Saab GlobalEye dell’aeronautica degli Emirati Arabi Uniti, che svolge una funzione simile a quella dell’E-3. L’aereo è molto più piccolo e dotato di un radar meno potente, ma è anche molto più moderno. La funzionalità della flotta di E-3, in servizio da decenni, è stata sempre più messa in discussione, dato che i loro radar e altri sistemi avionici sono ormai obsoleti, limitando la consapevolezza situazionale, in particolare contro bersagli a bassa osservabilità. La distruzione di uno degli aerei rappresenta uno dei successi più significativi dell’Iran contro l’aviazione statunitense e potrebbe comportare una maggiore dipendenza dall’utilizzo di velivoli di alto valore provenienti da basi aeree situate più al di fuori del Medio Oriente, come quelle dell’Europa orientale, mettendo ulteriormente a dura prova la flotta.
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