Fonte: english.almayadeen.net
La Marina degli Stati Uniti ha comunicato alle compagnie di navigazione che al momento non può scortare le petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz a causa dell’elevato rischio di attacchi nel contesto della guerra in corso tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
La Marina degli Stati Uniti ha informato il settore della navigazione che al momento non è in grado di fornire scorte militari alle navi commerciali che attraversano lo Stretto di Hormuz, citando l’elevato rischio di attacchi mentre l’aggressione israelo-americana contro l’Iran continua ad intensificarsi.
Secondo fonti vicine a Reuters, le compagnie di navigazione hanno fatto richieste quasi quotidiane di scorte navali dall’inizio della guerra, ma i funzionari statunitensi affermano che la situazione della sicurezza resta troppo pericolosa per garantire un passaggio sicuro.
Le valutazioni evidenziano la crescente interruzione dei mercati energetici globali, poiché il traffico attraverso questa via d’acqua strategica ha subito un drastico rallentamento dallo scoppio delle ostilità.
Le forniture globali di petrolio sotto pressione
I media iraniani avevano precedentemente citato funzionari del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) che avevano affermato che lo stretto era di fatto chiuso e avevano avvertito che qualsiasi imbarcazione che avesse tentato di attraversarlo avrebbe potuto essere presa di mira. Diverse navi sarebbero già state colpite dall’inizio dell’escalation.
Nonostante la crescente pressione da parte dei settori marittimo ed energetico in seguito all’aggressione statunitense-israeliana all’Iran, i funzionari della marina statunitense hanno dichiarato ai rappresentanti del settore, durante i briefing periodici, che le scorte saranno possibili solo quando il rischio di attacchi sarà diminuito.
Contraddizione con le dichiarazioni pubbliche di Washington
La posizione del Pentagono sembra contrastare con le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il quale ha ripetutamente affermato che gli Stati Uniti sono pronti a scortare le petroliere attraverso lo stretto, se necessario.
“Quando arriverà il momento, la Marina degli Stati Uniti e i suoi partner scorteranno le petroliere attraverso lo stretto”, ha affermato Trump durante una recente conferenza stampa.
Tuttavia, i funzionari militari statunitensi affermano che tali operazioni sono ancora in fase di valutazione. Il generale Dan Caine, capo di stato maggiore congiunto, ha dichiarato ai giornalisti che il Pentagono sta valutando diverse opzioni, ma non ha ancora avviato missioni di scorta.
Funzionari statunitensi hanno confermato che finora nessuna nave commerciale è stata scortata attraverso lo stretto.
Sfide per la sicurezza nel Golfo
Gli analisti della sicurezza marittima avvertono che salvaguardare lo Stretto di Hormuz sarebbe estremamente difficile anche con una coalizione navale multinazionale, data la posizione geografica e le capacità militari dell’Iran.
L’Iran mantiene ampie difese costiere lungo il Golfo Persico e possiede la capacità di schierare mine navali, imbarcazioni esplosive, droni e sciami di imbarcazioni d’attacco veloci.
“Né la Francia, né gli Stati Uniti, né una coalizione internazionale, né nessun altro è in grado di garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz”, ha affermato Adel Bakawan, direttore dell’Istituto europeo per gli studi sul Medio Oriente e il Nord Africa.
Anche il colosso energetico Saudi Aramco ha avvertito che l’interruzione prolungata delle rotte di navigazione potrebbe avere “conseguenze catastrofiche” per i mercati petroliferi globali.
