Fonte:israeldefense.co.il
Le operazioni congiunte dell’aeronautica militare israeliana e dell’esercito statunitense hanno portato alla distruzione delle infrastrutture di difesa aerea in Iran, ma accanto ai successi operativi si sono registrate perdite significative di velivoli senza pilota.
La campagna militare congiunta di Stati Uniti e Israele sul territorio iraniano, iniziata a fine febbraio con i nomi in codice “Leone ruggente” e “Furia epica”, si concentra sulla neutralizzazione delle reti di difesa aerea e delle infrastrutture di comando iraniane.
L’operazione fa ampio uso di armi di precisione a lungo raggio, sistemi senza pilota e jet da combattimento per garantire la superiorità aerea e ridurre la minaccia per gli aerei che operano nell’area. Sebbene le forze abbiano ottenuto un ampio controllo aereo in diversi settori operativi, i dati da terra indicano che le difese iraniane non sono state completamente distrutte e rappresentano ancora una sfida per le forze operative.
L’analisi dei risultati dei combattimenti si basa sull’analisi di fonti pubbliche e sul monitoraggio del campo di battaglia. Secondo il rapporto del Defense Blog, basato su fonti pubbliche, fotografie satellitari e documentazione visiva dal campo confermano che, nella seconda settimana di marzo, otto velivoli senza pilota delle IDF erano stati distrutti.
Le perdite israeliane includono tre droni “Eitan” (Heron TP), quattro sistemi “Hermes 900” di Elbit e un altro sistema la cui tipologia non è ancora stata identificata. Questi veicoli costituiscono la spina dorsale del sistema di raccolta e attacco remoto israeliano e il loro abbattimento indica una certa resilienza delle batterie missilistiche iraniane.
Parallelamente a Israele, anche le forze americane hanno subito perdite di equipaggiamento durante l’operazione in corso. Valutazioni di intelligence provenienti da fonti pubbliche indicano l’abbattimento di tre droni MQ-9 Reaper, utilizzati per la raccolta di informazioni e missioni di attacco di precisione a media quota. Un altro evento insolito registrato durante la campagna è la perdita di tre caccia F-15E Strike Eagle dell’aeronautica militare statunitense. Tuttavia, è importante notare che questi velivoli non sono stati abbattuti dal fuoco iraniano, ma piuttosto a causa di un attacco scatenato dalle nostre forze nei cieli del Kuwait, mentre erano impegnati a intercettare sciami di droni iraniani che stavano attaccando le basi
Gli esperti di sicurezza sottolineano che il quadro operativo è complesso e non indica una completa neutralizzazione dell’avversario. Analisi professionali del campo di battaglia indicano che non è stato raggiunto il completo dominio aereo su tutto l’Iran e che parti della rete integrata di difesa aerea, che include radar a vari livelli e centri di controllo, sono ancora attive.
Il modello operativo degli Alleati continua a incorporare una pressione costante attraverso droni e armi a distanza, con la consapevolezza che per ottenere una vittoria decisiva contro i moderni sistemi di difesa è necessario un logoramento a lungo termine delle batterie missilistiche e dei sistemi di comando e controllo.
