Fonte: aydinlik.com.tr
Niamey ora definisce la Francia non solo come una “ex potenza coloniale”, ma come un nemico che lo affronta sul campo, e la rottura sta raggiungendo il livello di mobilitazione armata.
Il generale Amadou Ibro, una delle figure più influenti del regime militare formatosi in Niger dopo la rivoluzione del 2023, ha rilasciato una dichiarazione storica durante un imponente raduno di giovani nella capitale, Niamey. Il generale Ibro, noto come il “braccio destro” del presidente Abdourahamane Tiani, ha dichiarato la mobilitazione totale contro le attività segrete della Francia nella regione, portando ufficialmente le tensioni tra i due Paesi al livello di “guerra”.
“LA LOTTA CONTRO L’INTERVENTO COLONIALE È APPENA INIZIATA”
Nel suo discorso, pronunciato in francese e interrotto da un fragoroso applauso della folla, Ibro ha sottolineato che, a differenza dei precedenti attriti diplomatici, la situazione si era ora trasformata in una realtà militare. Il passaggio più sorprendente del discorso di Ibro è stato questo:
“Sappiate che andremo in guerra con la Francia. Prima non eravamo in guerra, ma ora andremo in guerra con la Francia. Questa mobilitazione non è una mera preparazione, ma una guerra difensiva contro l’intervento coloniale che prende di mira il nostro Paese.”
UNA PROSPETTIVA DAL PAESE DEL SAHEL
Per il governo nigerino, questa dichiarazione di mobilitazione non è mera retorica, ma una strategia di sicurezza basata su sviluppi concreti e recenti. Fonti locali e analisi vicine al governo nigerino evidenziano i seguenti punti:
- Attacco all’aeroporto e accuse di “sponsorizzazione”:
Dopo l’attacco jihadista all’aeroporto internazionale di Niamey alla fine di gennaio 2026, il generale Tiani ha preso di mira direttamente il presidente francese Emmanuel Macron . Secondo Tiani, la Francia sta destabilizzando il Niger fornendo “sponsorizzazione logistica e finanziaria” a gruppi terroristici attraverso i suoi alleati nella regione, Benin e Costa d’Avorio.
- L’uranio e la crisi “Orano”:
Per il Niger, un altro fronte di questa guerra è l’economia. La nazionalizzazione dei diritti minerari del gigante francese dell’uranio Orano (ex Areva) ha reciso completamente i legami tra Parigi e Niamey. Il Niger accusa la Francia di “sabotaggio economico” e di voler appropriarsi delle risorse del sottosuolo del Paese.
- Alleanza AES (Confederazione degli Stati del Sahel):
Il Niger non è solo in questa lotta. L’Alleanza degli Stati del Sahel (AES), formata con Mali e Burkina Faso , condivide l’obiettivo di “eliminare completamente la Francia dalla regione”. Il discorso di Ibro è visto come parte di questa resistenza regionale.
FRANCIA: GUERRA DELL’INFORMAZIONE
Parigi, tuttavia, continua a liquidare queste affermazioni come “disinformazione” anziché prenderle sul serio. Il colonnello Guillaume Vernet, portavoce dello Stato Maggiore francese, ha affermato che il governo nigerino stava creando un nemico immaginario per mantenere il sostegno popolare, affermando: “Questa è una guerra dell’informazione; non abbiamo piani militari contro il Niger”.
IL POPOLO SI ARMERÀ.
Sebbene le truppe francesi siano state espulse dal Niger alla fine del 2023, il governo di Niamey considera la presenza militare della Francia nei paesi vicini (Benin e Costa d’Avorio) come “un’arma puntata contro di esso”. L’appello alla “mobilitazione” del generale Ibro significa armare la popolazione e attivare gruppi di difesa civile (simili ai VDP – Volontari per la Difesa della Patria) contro un possibile intervento straniero.
https://www.aydinlik.com.tr/haber/nijer-fransaya-savas-ilan-etti-seferberlik-ve-silahlanma-566409
