Fonte: Centro Addestramento Alpino
L’Esercito sta sviluppando la capacità di combattere in ambiente artico e subartico, ed ha organizzato dal 10 al 19 dicembre una campagna di sperimentazione – denominata Campo Alta Quota 2025 – per valutare scientificamente le performance di personale, materiali ed equipaggiamenti in condizioni climatiche estreme ed elevato stress psico-fisico, frutto della combinazione di alta quota e basse temperature. Attraverso un “live field test”, condotto in fasi successive, partendo dalle attività condotte presso l’eliporto di Pollein, passando per la Val Veny, per arrivare al ghiacciaio del Gigante dove, col supporto di SkyWay Monte Bianco, si condurranno una serie di attività di ricerca in ambito fisiologico/cognitivo e delle “human performance”.
Al fine di consolidare i dati del Campo Alta Quota 2024, il modello di ricerca verrà ripetuto ed ulteriormente implementato, in particolare: a cura dell’Università di Milano e UNIMONT il monitoraggio costante dell’ambiente mediante nuove centraline ad alta quota e l’analisi comparata dei dati satellitari. Sul versante fisiologico e cognitivo, l’Università di Bologna – con il supporto del CONI Valle d’Aosta – Scuola dello Sport – studierà l’impatto del freddo sui processi neurologici, sulle capacità manuali e sugli effetti della caffeina; l’Università di Ferrara analizzerà l’effetto del freddo sulle alte vie aeree, mentre l’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR di Milano approfondirà termoregolazione, ormoni dello stress ed enzimi correlati alle risposte biologiche al gelo. L’Università di Chieti-Pescara testerà inoltre sistemi elettromedicali per il monitoraggio continuo dei parametri vitali, mentre l’Università della Valle d’Aosta implementerà un database unico per procedere all’analisi statistica multivariata dei dati ambientali e delle risposte fisiologico-cognitive, aggiornando e perfezionando il modello già sviluppato nella precedente edizione del Campo.
L’iniziativa – guidata dal Centro Addestramento Alpino dell’Esercito – vedrà anche la partecipazione di un plotone del 3° Reggimento Alpini della Taurinense, esercitato e testato in vista del prossimo impiego operativo in Finlandia nell’ambito dell’esercitazione Nordic Response 2026, per una serie di esperimenti a cura di diverse università italiane, relativi a:
- Meteorologia e statistica
Nell’ambito delle attività dedicate alla meteorologia applicata e all’analisi statistica dei dati, il Dipartimento di Climatologia dell’Università di Milano, insieme a UNIMONT di UNIMI, sperimenterà l’impiego di nuove tipologie di centraline avanzate per l’acquisizione di parametri atmosferici in alta quota. Le rilevazioni ottenute saranno integrate con una valutazione comparata dei dati satellitari, indispensabile per affinare la capacità di lettura e interpretazione del manto nevoso, con particolare attenzione alle variazioni strutturali legate a vento, temperatura e irraggiamento. L’obiettivo è costruire un sistema di monitoraggio più accurato e resiliente, in grado di correlare le condizioni meteo reali con le performance operative e con il comportamento dei materiali testati durante il Campo Alta Quota, contribuendo così alla definizione di modelli previsionali più sofisticati per l’impiego in ambiente artico e subartico.
- Processi fisiologico/cognitivi e Human Performances
Nell’ambito dell’analisi integrata dei processi fisiologici e cognitivi in ambiente estremo, l’Università di Bologna contribuirà con uno studio dedicato alla valutazione dell’impatto del freddo sulla destrezza manuale e sulle capacità cognitive del personale, approfondendo al contempo gli effetti della caffeina durante un’esercitazione condotta in condizioni severe. Parallelamente, l’Università di Ferrara analizzerà le alterazioni indotte dal gelo sulle alte vie aeree, mentre il CNR di Milano condurrà una valutazione biologica del freddo attraverso l’analisi degli ormoni dello stress, dei meccanismi di termoregolazione e degli enzimi coinvolti nella risposta fisiologica successiva all’assunzione di caffeina. L’Università di Chieti-Pescara testerà inoltre l’impiego di strumenti elettromedicali body patch, verificandone l’efficacia nel monitoraggio costante di ECG, segnale respiratorio, temperatura corporea e parametri ormonali connessi alla termoregolazione. Tutte le attività saranno integrate e coordinate in collaborazione con la Scuola dello Sport CONI Valle d’Aosta, al fine di consolidare un quadro scientifico completo nell’ambito delle Human Performances in condizioni estreme.
- Big data
Tale componente, affidata all’Università della Valle d’Aosta, è finalizzata alla creazione di un database integrato capace di raccogliere e mettere in relazione i dati provenienti dai diversi ambiti di ricerca. Le prestazioni delle attrezzature saranno correlate ai risultati fisiologici e cognitivi del personale, consentendo di valutarne in modo oggettivo gli effetti in condizioni estreme. L’analisi multivariata dei dati permetterà inoltre di affinare e ampliare il modello sviluppato sulla base dei risultati della precedente edizione del Campo, rendendolo uno strumento sempre più accurato per la comprensione delle dinamiche operative in ambiente artico e d’alta quota.
@ Centro Addestramento Alpino













