IL SUDAN OFFRE ALLA RUSSIA IL CONTROLLO DEL PORTO DI PORT SUDAN PER 25 ANNI: UNA BASE NAVALE STRATEGICA NEL MAR ROSSO IN CAMBIO DI ARMI AVANZATE

Fonte:israeldefense.co.il

La guerra civile sudanese accelera il processo: un accordo sulle armi in cambio di una presenza a lungo termine nell’Africa orientale.

I governanti militari del Sudan hanno recentemente offerto a Mosca un importante accordo strategico che avrebbe dato alla Russia il controllo della base navale e del porto di Port Sudan per un periodo di 25 anni.

La principale ricompensa per il Sudan è l’acquisizione di sistemi di difesa avanzati e munizioni guidate a costi bassi. Le trattative tra le parti si concentrano, tra le altre cose, sui sistemi di difesa aerea russi S-300, con una gittata di 300 chilometri, sui sistemi S-350 con gittata di 120 chilometri e sui sistemi BUK-M2E, progettati per intercettare aerei a distanze comprese tra 45 e 50 chilometri. Inoltre, i sudanesi hanno espresso particolare interesse per bombe guidate laser, munizioni satellitari e razzi da 220mm.

Per Mosca, ottenere una presenza navale permanente nell’Africa orientale, attraverso il Mar Rosso, è la realizzazione di un vecchio sogno di controllare un’area strategica. Un accordo con il Sudan permetterebbe alla Russia di chiudere un cerchio di presenza e controllo dei porti che si estende dal Mar Baltico, passando per il Medio Oriente e il Mar Mediterraneo, fino al Mar Rosso. Questa presenza permanente a Port Sudan dovrebbe intensificare significativamente la competizione globale per il controllo delle rotte marittime strategiche che collegano il Canale di Suez all’Oceano Indiano. È un punto essenziale per il commercio globale e il traffico marittimo.

Nelle capitali occidentali, e soprattutto a Washington, questi sviluppi sono accolti con grande preoccupazione. LA PRESENZA RUSSA NEL MAR ROSSO AGGRAVA LA COMPETIZIONE REGIONALE SIA CON LE POTENZE GLOBALI CHE REGIONALI. Gli Stati Uniti, che già competono per l’influenza in Africa orientale con Pechino, Riad, Il Cairo e Ankara, vedono questo potenziale accordo come una mossa che mina l’equilibrio regionale e rappresenta una minaccia diretta ai loro interessi nel controllare l’accesso alla regione del Mar Rosso.

Così facendo, l’accordo sulle armi in cambio della base di Port Sudan diventa non solo una questione di sicurezza interna per il Sudan, ma un bivio nella geopolitica globale.

https://www.israeldefense.co.il/node/67094

Condividi

Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Sponsor

Articoli correlati