FANO (PU): MALTRATTAMENTI AL “CANTE DI MONTEVECCHIO”. DUE DENUNCE. UN’OPERATRICE SOCIO SANITARIA SOSPESA DAL SERVIZIO.

12 Maggio 2020: FONTE –  Legione Carabinieri Marche Compagnia di Fano –

Stamane i carabinieri della Compagnia di Fano hanno dato esecuzione ad una ordinanza di sospensione dal pubblico servizio emessa dal Giudice per Indagini Preliminari di Pesaro, Dott. Giacomo Gasperini, nei confronti di una operatrice socio sanitaria di 62 anni, dipendente della residenza fanese per anziani non autosufficienti “Cante di Montevecchio”, in quanto ritenuta responsabile di reiterati maltrattamenti verso i degenti della struttura affidati alle sue cure.

Le indagini condotte congiuntamente dai militari del Nucleo Operativo e Radiomobile e della Stazione di Fano, sotto la direzione del Pubblico Ministero della Procura pesarese, Dott.ssa Valeria Cigliola, sono state avviate a seguito di alcune segnalazioni giunte all’Arma fanese nel gennaio scorso, riguardanti presunti comportamenti vessatori posti in essere dalla donna nei confronti degli anziani.

Le indagini, portate avanti anche con l’ausilio di attività di intercettazione ambientale, hanno permesso di ricostruire e documentare ben 16 episodi distinti di maltrattamenti ad opera della O.S.S., di cui alcuni compiuti alla presenza e in concorso con una collega di reparto più giovane, la cui posizione allo stato è stata ritenuta più marginale dando vita nei suoi confronti alla sola denuncia a piede libero senza applicazione di alcuna misura cautelare.

I primi accertamenti compiuti dai carabinieri con l’acquisizione di atti d’interesse  della struttura hanno subito dato riscontro alla bontà dell’esposto: la donna, assunta dal 2006, è risultata aver subito svariati provvedimenti disciplinari per fatti analoghi.

Le attività d’indagine, una volta rese più stringenti dai militari, hanno quindi permesso di accertare come la O.S.S., addetta alle mansioni di accudimento degli anziani, rivolgesse continuamente ai degenti – tutti bisognosi di continua cura e assistenza – espressioni ingiuriose, denigranti e minacciose, aggredendoli in più occasioni sia verbalmente che fisicamente con percosse e strattoni.

I maltrattamenti, riscontrati mediante riprese video, sono consistiti in continue condotte di umiliazione, sopraffazione e violenza fisica e psicologica che rendevano di fatto intollerabile la vita degli anziani affidati alle sue cure.

Gli atti di violenza sia verbale che fisica, dovuti spesso a semplici richieste di cure e accudimento da parte degli anziani, avvenivano per lo più nei pressi delle camere di degenza degli ospiti della struttura, ma in alcune occasioni anche nei locali comuni adibiti allo svago e alla consumazione dei pasti.

Le indagini hanno in sostanza fornito piena conferma alla prima grave ipotesi investigativa, rivelando una reiterazione pressocchè quotidiana delle condotte delittuose da parte della donna, con l’aggravante di aver perpetrato i maltrattamenti su persone con disabilità.

Gli anziani maltrattati infatti sono risultati infatti tutti accomunati da una situazione di grande fragilità fisica e morale, che lungi dall’essere lenita dall’indagata, veniva dalla stessa aggravata, provocando negli ospiti la triste convinzione di essere solo un peso da tollerare con malanimo.

Un servizio di pubblica necessità fondamentale quello degli Operatori Socio Sanitari, che, oltre a dover garantire il benessere dei degenti non autosufficienti nei loro bisogni primari, fungono da importante raccordo tra i pazienti e gli operatori sanitari (medici e infermieri), dovendo segnalare loro tempestivamente situazioni che richiedono cure mediche. Ancora di più in questo periodo di emergenza sanitaria ed epidemiologica la loro opera è da considerarsi quanto mai preziosa.

Entrambe le donne risponderanno di maltrattamenti, la 62enne, in attesa di giudizio, resterà sospesa dal servizio per 6 mesi.

 

TESTO E FOTOGRAFIA DI PROPRIETÀ – LEGIONE CARABINIERI MARCHE COMPAGNIA DI FANO –

 

 

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Commenti

1 commento

  1. Molto ci sarebbe da dire sulle case di riposo che nella maggioranza dei casi poco hanno a che fare con il riposo. Secondo me prima di dare un autorizzazione all’apertura di una casa di riposo bisognerebbe, oltre che alla struttura, verificare come sarà svolto il servizio, idoneità e professionalità dei dipendenti, non bastano 700/900 ore per formare un addetto, deve essere anche soggettivamente valutato da un psicologo, . Molte volte personale poco qualificato privo di ogni umanità- Ne ho viste di situazioni da paura , una serie di violenze, non tanto fisiche ma morali, poco rispetto per gli anziani ricoverati con problemi di salute.Ogni cittadino che viene a conoscenza di abusi dovrebbe denunciare, per fortuna abbiamo i NAS che se ne occupano. Quindi si potrebbero evitare tali abusi se ognuno di noi vigilasse e denunciasse tali abusi. Ci sono casi che nessuno protesta perche ha posteggiato nonni e padri pur di non curarli. o la penso Così- Nei Secoli Onore e rispetto per quello che fanno i Carbinieri gli Angeli custodi degli Anziani.

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