Esercito

ESERCITO ITALIANO: 2^ EDIZIONE DELLA GARA PODISTICA DI BENEFICENZA   "TORO TEN"

26 Gennaio 2020: FONTE – 82° Reggimento Fanteria “Torino” –   Barletta, 26 gennaio 2020. Dopo il grande successo della prima edizione, oltre 1300 persone hanno partecipato alla seconda edizione della gara podistica non competitiva “Toro Ten”, organizzata dall’82° Reggimento Fanteria “Torino”, unità alle dipendenze della Brigata meccanizzata “Pinerolo”, in collaborazione con il Comune di […]

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Marina Militare

IL VARO DI NAVE EMILIO BIANCHI

26 Gennaio 2020: FONTE – Marina Militare –   Il 25 gennaio, presso lo stabilimento cantieristico di Riva Trigoso, si è svolta la cerimonia di varo della decima Fregata Europea Multi Missione, che porta il nome del Capo palombaro Emilio Bianchi medaglia d’oro al valor militare per l’impresa di Alessandria d’Egitto. La madrina del varo è stata Elisabetta Bianchi, figlia dell’eroe scomparso […]

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Aeronautica Militare

DUPLICE INTERVENTO PER GLI ASSETTI DELL’AERONAUTICA MILITARE

26 Gennaio 2020: FONTE – Aeronautica Militare –   Un Falcon 900 del 31° Stormo di Ciampino si è alzato un volo per un trasporto sanitario d’urgenza ed un HH139 dell’82° Centro CSAR di Trapani è stato impegnato per il contrasto ad un incendio in Sicilia.   Il 25 Gennaio è stato un sabato di […]

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Video

 

Carabinieri

CONTROLLO ANTIDROGA SULLE PISTE DA SCI: DECINE LE PERSONE CONTROLLATE. 1 SEGNALATO

26 Gennaio 2020: FONTE – Arma dei Carabinieri Comando Provinciale di Bergamo – Questa mattina i Carabinieri della Compagnia di Zogno, supportati dalle unità del Nucleo Cinofili di Orio al Serio, hanno effettuato un’attività di prevenzione e repressione per contrastare l’uso e lo spaccio di sostanze stupefacenti sull’impianto sciistico in località Foppolo/Carona. I controlli sono stati […]

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Polizia di Stato

FOGGIA: MAXI BLITZ DELLE FORZE DELL'ORDINE

20 Gennaio 2020: FONTE – Polizia di Stato – Controlli a tappeto nelle strade, perquisizioni alla ricerca di armi e droga, caccia ad alcuni latitanti e fermi nei confronti di alcune persone ritenute responsabili di estorsioni ai danni di alcuni imprenditori. Da questa notte le aree più sensibili di Foggia sono sotto la pressione di […]

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Guardia di Finanza

Bancarotta fraudolenta, sequesto da 5 milioni di euro

23 Gennaio 2020: FONTE -GdF Comando Prov.le Napoli- Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, a conclusione di indagini coordinate dalla locale Procura della Repubblica, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale partenopeo con la quale sono stati disposti gli arresti domiciliari nei confronti dell’ortopedico […]

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Altre Istituzioni

FISE AWARDS 2020: IL GRANDE SPORT A SOSTEGNO DEL SOCIALE

26 Gennaio 2020: FONTE – Fondazione Operation Smile Italia Onlus – Brizzi Comunicazione s.r.l. –   Gran Gala di beneficenza della Federazione Italiana Sport Equestri 27 gennaio, Salone dei Cavalieri del Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel, ore 20.00   Serata a sostegno della Fondazione Operation Smile Italia Onlus per donare il sorriso ed un futuro ai bambini e […]

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CERIMONIA DI RESTITUZIONE DI BENI CULTURALI TRA FRANCIA E ITALIA

CERIMONIA DI RESTITUZIONE DI BENI CULTURALI TRA FRANCIA E ITALIA

15 Gennaio 2020: FONTE – Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale –

 

Il 15 gennaio 2020, presso l’Ambasciata della Repubblica Francese in Italia, si è svolta una cerimonia in cui l’Ambasciatore S.E. Christian Masset e il Generale di Brigata Roberto Riccardi, Comandante Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale (TPC), hanno proceduto alla reciproca restituzione di beni appartenenti ai patrimoni culturali di Italia e Francia e recuperati nei rispettivi Stati:

 

Restituzione dalla Francia all’Italia

 

– Scultura in marmo raffigurante una fanciulla dormiente; frammento di testa in marmo; frammento di scultura in marmo riproducente una gamba femminile.

 

I beni sono stati sequestrati nell’aprile 2006 dalla Brigata Doganale di Port-Vendres (Francia) che ha proceduto al controllo del veicolo sul quale erano trasportati, asseritamente provenienti dal giardino di uno dei due italiani trovati a bordo dell’autovettura. Le Autorità francesi hanno chiesto informazioni al Comando TPC dei Carabinieri, che avendo una pregressa conoscenza di uno dei due per reati contro il patrimonio culturale l’ha comunicata ai colleghi d’Oltralpe, rafforzando i dubbi sulla provenienza dei beni. Concluse le indagini, il Tribunale di Perpignan ha condannato i due connazionali per importazione illecita e disposto la confisca dei reperti per la restituzione all’Italia.

Dagli accertamenti nella Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal TPC per il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, si è accertato che il frammento di statua, unitamente alla scultura in marmo di fanciulla dormiente (identificata quale importante opera dello scultore italiano Arturo Dazzi, dal titolo “Sogno di bimba”, realizzata nel 1926 di cui esiste anche il calco a tasselli in gesso, donato al Comune di Forte dei Marmi), erano parziale provento del furto denunciato all’inizio di aprile 2006 in danno di una residenza privata di Roma.

 

Dal punto di vista storico-artistico, è stato appurato che il frammento di testa in marmo, con occhi dalle pupille incavate e capigliatura a riccioli distinti, coperta da un berretto conico, è verosimilmente riferibile, per dimensioni e stile, a un sarcofago di una tipologia ben documentata in Italia nel III secolo d.C. Nello specifico, la testa è quasi certamente quella di un Dioscuro, sia per l’attributo del cappello frigio che per la marcata rotazione. La presenza dei Dioscuri è piuttosto comune nei sarcofagi di età tardo severiana (230 d.C. circa), epoca alla quale deve essere riferito il frammento sia per ragioni stilistiche che esecutive.

Il frammento di scultura in marmo riproducente una gamba femminile è identificabile, invece, quale porzione inferiore dell’articolazione sinistra completa del piede nudo, affiancata da un’anfora sulla quale si adagia il panneggio. La lavorazione incompiuta della superficie posteriore del vaso suggerisce un’originaria collocazione all’interno di una nicchia o in prossimità di una parete. In base all’accurato livellamento della parte superiore della gamba e alla forma anomala del vaso, potrebbe trattarsi di un elemento di integrazione di una scultura raffigurante una Venere al bagno, ispirata a modelli classici (il dettaglio del panno sul vaso deriva dalla Venere Cnidia), probabilmente risalente al XVII secolo.

 

– Oinochoe apula.

 

Le Autorità doganali di Nizza (F), nel corso di un controllo alla circolazione stradale, nel settembre 2003 hanno sequestrato a un cittadino italiano un reperto archeologico del quale non era in grado di indicare la provenienza. Il bene, sottoposto a expertise dal personale del Louvre, è risultato autentico e riconducibile alla Puglia. L’esito, confermato dagli esami in termoluminescenza, ha consentito al Tribunale di Grande Istanza di Nizza di ordinarne la restituzione all’Italia.

 

Si tratta di un’oinochoe con corpo globulare, becco a cartoccio e ansa sormontante a vernice nera con decorazione sovradipinta in bianco, giallo e paonazzo, recante motivi fitomorfi (elementi vegetali, pampini, tralci e grappoli) e geometrici (meandri, tratti). Il reperto è riconducibile a una nota produzione dell’Italia antica indicata come “stile di Gnathia”, attribuibile con certezza a una fabbrica apula del tardo IV-III secolo a.C.

 

Restituzione dall’Italia alla Francia

 

Sei manoscritti databili tra il 1814 ed il 1815, provenienti dall’archivio segreto dell’Imperatore Napoleone I Bonaparte, rinvenuti sul mercato antiquario toscano.

 

Tra il prezioso materiale archivistico rinvenuto, accompagnato da un’ accurata descrizione interpretativa dattiloscritta in francese risalente a molti decenni addietro e che ne ricostruisce  la collocazione storico/politica, spicca una lettera del 1814  sulla quale è presente un’annotazione di pugno dell’Imperatore Napoleone I che apostrofa il suo stesso archivista come “traditore” .

 

I beni erano stati acquistati sul web da un appassionato commerciante del settore, originario della provincia di Firenze, che dopo averli esaminati, rendendosi conto dell’importanza che potevano rivestire per la storia francese, aveva contattato direttamente quelle Autorità.

In occasione di un controllo amministrativo condotto nel marzo 2019 dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Firenze, il commerciante ha riferito ai militari di essere entrato in possesso di tali documenti e di  avere avuto notizia in quei giorni dal Ministero della Cultura francese che si trattava di beni ritenuti parte integrante del patrimonio archivistico nazionale e che avrebbero avviato le procedure per rivendicarli. L’acquirente in buona fede quindi ha consegnato spontaneamente ai Carabinieri il materiale documentario e archivistico in questione, al fine di esperire i necessari accertamenti.

Il TPC ha poi proceduto agli accertamenti investigativi tesi a ricostruire le vicende e i “passaggi”, dalla fuoriuscita dal territorio francese alla loro “riemersione” in territorio nazionale, dei beni in oggetto, la cui natura pubblica, ai sensi della Legge francese e in analogia a quella italiana, li rende inalienabili, non esportabili e pertanto non commerciabili. Ciò ha consentito al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di intraprendere con l’Ambasciata francese le azioni opportune per facilitare la restituzione dei manoscritti, senza che fosse necessaria una formale azione di rivendica giudiziaria o diplomatica.

In un documento interpretativo dattiloscritto che accompagna i sei beni archivistici, si fa riferimento a una eccezionale raccolta comprendente numerose lettere e relazioni  autografe dell’archivista del Gabinetto dell’Imperatore,  Louis Francois Bary, che venendo meno alla lealtà verso Napoleone, intratteneva  relazioni epistolari con importanti rappresentanti della prima Restaurazione, quali il conte d’Artois (rappresentante a Parigi di Luigi XVIII), il Re Luigi XVIII stesso, il conte di Blacas (Ministro della Casa del Re). La corrispondenza in questione inizia immediatamente dopo la prima abdicazione di Napoleone nell’aprile del 1814, quando era ancora a Fontainebleau, e termina il 21 marzo 1815, all’indomani del ritorno dell’Imperatore dall’esilio sull’Isola d’Elba. Quest’ultimo documento, a firma di Antoine Louis Jouanne, “premier commis” del Gabinetto dell’Imperatore, è una relazione indirizzata a Napoleone, con gli esiti  delle dichiarazioni rese dal Bary e riferite alle vicende degli archivi che lo stesso, dopo il marzo del 1814, aveva solo parzialmente bruciato e distrutto, disattendendo alle disposizioni imperiali. Sulla lettera del settembre 1814, inviata da Bary al Conte di Blacas, in alto a sinistra è presente questa annotazione, vergata a mano da Napoleone: “Bary capo degli archivi, traditore”.

Nonostante questi episodi, Bary all’avvento della seconda Restaurazione  conseguente alla sconfitta di Waterloo, ritornò a coprire il suo incarico agli Archivi che mantenne fino al 1848 quando andò in pensione.

Mentre il valore venale dei beni restituiti può essere stimato in qualche decina di migliaia di euro, i manoscritti, fornendo importantissime informazioni sulla composizione degli archivi segreti di Napoleone e sulle vicende che li riguardarono nel corso della prima Restaurazione, hanno un valore storico incommensurabile.

 

TESTO E FOTOGRAFIE DI PROPRIETÀ – COMANDO CARABINIERI TUTELA PATRIMONIO CULTURALE –

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