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01 giugno 2019: FONTE -Movimento Conservatore Stella d’Italia-

Non riesco a abituarmi a questa demolizione costante dell’Istituto Militare. Sì perchè le FFAA sono una istituzione che ha un ruolo ben preciso: la difesa della Patria e del Popolo italiano.

Abbiamo visto la signora Trenta gioire per un matrimonio omosessuale tra militari in divisa e va bene, opinioni sue che rispetto, organizzare indecenti balletti a Lourdes con militari in divisa, va bene, è il suo modo di fare e lo rispetto, fare gestacci con le dita con fare tronfio e soddisfatto in Parlamento, va bene, è la sua educazione.

Va bene per la signora Trenta: non va assolutamente bene per un Ministro della Difesa.

Ora l’ennesimo insulto, ho già dovuto assistere al vergognoso comportamento della nemica della lingua italiana, la per fortuna ex presidente della camera Boldrini che alla precedente parata ha snobbato con fare da spuzzetta sotto il naso da radical chic de noartri il passaggio della Brigata Paracadutisti “Folgore” e ora dovrei assistere a una pagliacciata dove la parata militare del due giugno come tema ha l’inclusione?

Ma l’inclusione di che? Mettiamo dei fiori nei nostri cannoni? Siamo tornati a Woodstock? Siamo tornati ai figli dei fiori? Ma questa signora Trenta, malauguratamente ministro della Difesa, non è la sola protagonista di questa stagione di disprezzo nei confronti di chi serve la Patria in divisa. Che ne dite dell’avvocato Conte che dichiara di disarmare i militari per mandarli nelle retrovie a parlare di pace.

Non che la pace ci faccia schifo, ovvio. Credo che nessuno apprezzi di più la pace dei militari che sanno bene cosa comporta la guerra e sanno che, se ci dovesse essere, saranno loro a doverla combattere e non stare nelle retrovie a parlare di pace con l’avvocato Conte.

Tempo fa mi trovai alla Scuola Militare della Nunziatella, una delle fucine delle future classi dirigenti, e non solo militari, di questo sfortunato grande Paese e il Direttore della Scuola, Colonnello di artiglieria, mi disse che non c’era più formazione per gli artiglieri e si chiedeva, se mai sforrtunatamente ce ne sarebbe stato bisogno, come si sarebbe potuto fare visto che un artigliere, a differenza di uno che balla il trenino o va nelle retrovie a parlare di pace, non lo si forma dall’oggi al domani.

Ecco, questo è il problema di avere a che fare con una classe dirigente palesemente incompetente trascinata al potere da un voto di protesta e di scambio per la speranza di avere un sussidio di stato chiamato reddito di cittadinanza. Quando avremo bisogno di soldati e non di buffoni in uniforme dove li troveremo?

E quindi quest’anno, per la prima volta, non assisterò alla parata del due giugno, nè dal vero e nemmeno in televisione, non voglio vedere una parata dell’inclusione dove i nostri soldati, perfettamente addestrati e equipaggiati per il loro compito sono trattati alla stregua di burattini da questi figuri tardo sessantottini che amano sussurrare “Peace and Love” ma non sanno che la pace si difende e che per difenderla ci vuole coraggio, spirito di sacrificio, addestramento, amore per la Patria e armi.

Andrea Marrone

Presidente Movimento Conservatore Stella d’Italia

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