I Carabinieri addestrano in Libano

22 Aprile 2015: FONTE -Stato Maggiore Difesa, Ufficio Generale del Capo di Stato Maggiore-

Il giorno 20 aprile 2015, presso il Training Center di AS SAMAYAH (Libano), è iniziato un secondo ciclo addestrativo a favore delle forze armate libanesi (Lebanese Armed Forces – LAF), tenuto da militari dell’Arma dei Carabinieri provenienti dalla 2^ Brigata Mobile di Livorno e dal 13° Reggimento “Friuli Venezia Giulia”, per l’insegnamento delle tecniche di gestione della folla e antisommossa (CRC).

Il corso si inserisce nell’ambito della Missione Italiana Bilaterale in Libano (MIBIL), schierata dal 28 gennaio u.s., con il compito di organizzare, condurre e coordinare tutte le attività addestrative e di consulenza nazionali da svolgere sia in Libano che in Italia al fine di contribuire al rafforzamento capacitivo delle Forze Armate/Forze di Sicurezza libanesi (LAF). Tale attività si inserisce nell’ambito delle iniziative connesse all’”International Support Group for Lebanon” (ISG), facente capo alle Nazioni Unite.

L’addestramento è  rivolto al personale delle Forze di Sicurezza Libanesi destinato alla gestione dell’ordine pubblico, e si articolerà su quattro settimane di lezioni teoriche e pratiche. In programma vi sono lezioni teoriche, quali lo studio dei principi fondamentali riguardanti i diritti umani e la psicologia della folla, e sessioni pratiche dedicate all’uso degli equipaggiamenti utilizzati in attività di Ordine Pubblico (scudi e protezioni personali, tonfa, maschere anti gas ecc.). I frequentatori impareranno quindi, come approcciare correttamente alle situazioni di potenziale pericolo per l’ordine pubblico, come controllare la folla ed operare in team organizzati e coordinati. Le fasi pratiche infatti prevedono simulazioni di confronto con i facinorosi, attraverso mediazione e, quando necessario, contenimento.

Di recente, inoltre,  è stato concluso un “Corso per soccorritore militare”, svolto da militari della Scuola di Sanità dell’Esercito Italiano, che ha riscontrato la riconoscenza e l’apprezzamento dei vertici militari del Paese ospite.

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