Smantellata intera catena di compro oro dedita a truffe, ricettazione, riciclaggio e frode fiscale 3 arresti e 20 denunciati sequestro beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie

29 Luglio 2013 – ore 12,30 : FONTE – Gdf  Comando Provinciale di Modena –

La Guardia di Finanza di Modena, nella giornata odierna, ha disarticolato un’associazione per delinquere – arrestandone i tre soggetti promotori e denunciandone a piede libero altri 17 partecipanti – costituita al fine di gestire illecitamente un’importante catena di negozi cd. “compro oro”, con sede a Ostiglia (MN) e ulteriori numerose unità locali situate in diverse Regioni del Centro Nord (Lombardia, Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige, Liguria e Toscana).

Associazione per delinquere, truffa, ricettazione, riciclaggio, frode fiscale e commercio abusivo d’oro sono i reati contestati. Le Fiamme Gialle hanno eseguito complessivamente 38 perquisizioni locali, sequestrando 20 negozi “compro oro”, auto di lusso (Hummer e Bentley), immobili di pregio, 41 conti correnti bancari, orologi Rolex, 3 Kg di oro e tre cassette di sicurezza.

Le indagini, iniziate nel gennaio 2013, sono scaturite da un controllo effettuato dalle Fiamme Gialle presso un negozio Compro oro di Modena da cui sono emerse irregolarità riguardanti il pagamento del metallo prezioso in contanti e senza registrazione. Lo sviluppo dei successivi accertamenti ha consentito di appurare che tale punto vendita era riconducibile ad una ben nota catena di compro oro, costituita complessivamente da quasi 30 unità locali collocate nell’Italia centro settentrionale (le più numerose in Veneto 11, Emilia Romagna 6, Lombardia 5, Toscana 4) di cui 18 direttamente acquisite e 10 gestite in franchising, fornita anche di un “banco metalli”, necessario per procedere alla fusione dei prodotti in oro acquistati e la conseguente trasformazione in lingotti.

I tre soggetti promotori dell’associazione arrestati (di 58. 55 e 26 anni), di cui uno originario della Provincia di Rovigo e due di quella di Mantova, componenti della stessa famiglia e di fatto residenti in una lussuosa villa con piscina situata a Peschiera del Garda (VR), avevano elaborato un articolato quanto lucroso meccanismo illecito, sostanzialmente ideato per acquisire oggetti d’oro, anche di provenienza illecita, omettendone in gran parte la registrazione sui registri di pubblica sicurezza o fiscali, occultando in tal modo ogni traccia sia della provenienza illecita dei preziosi, sia degli elevati ricavi conseguiti dalla successiva vendita.

In particolare, l’illecito meccanismo individuato si sarebbe dispiegato, in estrema sintesi, secondo il seguente schema fraudolento:

  • acquisizione dell’oro usato presso le diverse unità locali, a cura dei gestori dei diversi punti vendita, associati all’organizzazione, in alcuni casi con la contestuale consumazione di comportamenti truffaldini, attuati mediante la simulazione di un peso inferiore rispetto a quello reale dell’oro acquistato, allo scopo di alterare illecitamente il relativo corrispettivo da riconoscere all’ignaro soggetto cedente; in altri casi, acquistando consapevolmente oggetti provenienti da furto o altri reati contro il patrimonio, talvolta concludendo tali operazioni direttamente presso alcuni “campi nomadi”;
  • definizione della procedura di pagamento dell’oro in tal modo acquisito mediante formulazione di apposita richiesta effettuata in tempo reale dal gestore del “compro oro” associato nei confronti della sede principale – esclusivamente tramite Skype – al fine di ottenere una ricarica in denaro su carte prepagate o vaglia postali per un importo corrispondente al corrispettivo concordato con il soggetto cedente gli oggetti preziosi;
  • prelevamento dei fondi richiesti dalle carte prepagate o ritiro vaglia postale e contestuale pagamento del cliente;
  • consumazione di comportamenti omissivi, integrati mediante la mancata registrazione dell’oro di provenienza illecita acquistato o di una parte di quello regolarmente acquisito da soggetti effettivi proprietari, sui prescritti registri di pubblica sicurezza e fiscali;
  • esecuzione delle operazioni di ritiro degli oggetti preziosi in tal modo acquistati da parte degli associati presso tutti i punti vendita, con una periodicità pari a due volte alla settimana e successivo trasporto, in automobile, presso la sede principale;
  • trasformazione in lingotti dell’oro, anche di provenienza illecita, presso il punto di fusione di proprietà degli associati, situato a Ostiglia (Mantova);
  • trasferimento dei lingotti ottenuti dalla fusione presso una nota fonderia industriale di Valenza Po (AL) e vendita definitiva dell’oro a fronte di un corrispettivo in denaro stabilito sulla base del prezzo del mercato dello specifico metallo prezioso;
  • sistematica omessa registrazione e dichiarazione al Fisco di una percentuale significativa dei rilevanti componenti positivi di reddito conseguiti dall’attività commerciale complessivamente posta in essere;
  • reinvestimento dei proventi illeciti in immobili (ad esempio in Costa Rica) e beni di lusso.

Dal 2009 alla data odierna, i soggetti indagati risultano aver acquistato oltre 1.408 kg di monili in oro, per un valore di oltre 32 milioni di euro.

Come già accennato, i proventi dell’attività delittuosa individuata, ricostruita mediante l’esecuzione di indagini tecniche su utenze telefoniche e telematiche – attraverso le quali i militari operanti sono riusciti ad acquisire i file contenenti la “contabilità parallela” dell’oro compravenduto, rappresentativa del reale volume delle operazioni concluse negli anni ed occultate al Fisco – sono stati reinvestiti in altre attività economiche, quali il commercio di sigarette elettroniche importate dalla Cina, l’acquisizione di beni immobili di lusso in Italia ed in Costa Rica (paradiso fiscale), auto di lusso ( Bentley, Hummer), rapporti bancari e cassette di sicurezza, riserve auree personali (3 Kg di oro).

Le Fiamme Gialle di Modena procederanno ora ad analizzare i flussi di denaro transitati sui numerosi conti correnti sequestrati, al fine di ricostruire compiutamente tutta l’attività illecita posta in essere dagli indagati e procedere all’esecuzione di ulteriori sequestri di immobili, in misura equivalente alle imposte sottratte all’Erario.

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