Imola (BO) – 81enne derubato per 47.000 euro: denunciata la badante

14 luglio 2012: FONTE-Arma dei Carabinieri-I Carabinieri della Stazione di Imola (BO) hanno denunciato due persone responsabili in concorso tra loro di un furto in abitazione. Gli autori sono un’ucraina e un moldavo di Imola (BO). La vicenda è iniziata pochi giorni fa quando un imolese di 81 anni si era rivolto ai Carabinieri del luogo per denunciare un furto: ignoti si erano introdotti nella sua abitazione aprendo la porta d’ingresso con una copia della chiave che egli teneva agganciata a un interruttore del garage esterno, dopodiché erano riusciti ad asportare la somma contante di 47.000 euro che il malcapitato custodiva in alcuni barattoli in metallo.

Il sopralluogo di furto ha permesso di costatare la veridicità di quanto denunciato dalla vittima. Nella cantina dell’appartamento vi erano sei barattoli aperti, alcuni a terra e altri appoggiati su alcune casse. I carabinieri hanno notato che all’interno dell’area in cui i malviventi hanno agito, c’era “troppo ordine”, un particolare che ha permesso alle indagini di imboccare la strada giusta. La donna, ucraina, 49enne, residente a Imola (BO), era al servizio dell’anziano in qualità di collaboratrice domestica da circa cinque anni e al momento unita sentimentalmente con un uomo, un moldavo di 35 anni, residente a Bologna ma domiciliato a Imola (BO). La domestica, ascoltata dagli operanti, dopo tre ore di riflessione ha confessato di aver fornito al fidanzato ogni elemento affinché potesse commettere il furto. Pentita dell’accaduto, la donna ha invitato i Carabinieri a seguirla nella propria abitazione di Imola (BO) e gli ha mostrato una parte della refurtiva pari a 5.000 euro, divisi in cinque mazzette da mille e nascosti in vari punti della casa.

Il lavoro degli investigatori dell’Arma ha permesso di recuperare altri 40.000 euro che il compagno dell’ucraina aveva momentaneamente consegnato a un suo connazionale 32enne di Bologna. I soldi si trovavano nell’abitazione di quest’ultimo, in un cassetto della camera da letto, all’interno di un pacco perfettamente sigillato da cui era impossibile vederne il contenuto interno. Nei confronti del 32enne, ignaro dell’intera vicenda, non è stata ipotizzata nessuna partecipazione ai fatti sopra descritti. I rimanenti 2.000 euro non sono stati recuperati perché il compagno della domestica li aveva già spediti in Moldavia.

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