Brindisi: in manette i “colletti bianchi” dell’usura

27 Marzo 2014, ore 15.45 – FONTE – Polizia di Stato –

Quando il piccolo imprenditore brindisino ha chiesto aiuto a quelle persone “insospettabili”, non immaginava di essersi messo nelle mani di veri e propri criminali specializzati nel prestare soldi a strozzo.

Alla fine, dopo aver subito minacce e botte per essere “incoraggiato” a restituire i soldi con un tasso di interesse che oscillava tra il 200 e il 350 percento, l’uomo li ha denunciati.

Questa mattina, al termine dell’operazione “Sanguisuga”, gli uomini della Squadra mobile di Brindisi hanno arrestato quattro uomini, due di 73 anni, uno di 74 e l’ultimo di 52.

Sono accusati di usura ed estorsione, con l’aggravante dal metodo mafioso.

Infatti era come dei veri e propri mafiosi che gli indagati agivano.

Tutti originari e residenti nel brindisino, i quattro “colletti bianchi” erano stati interpellati singolarmente dall’imprenditore, che in totale aveva avuto in prestito circa 200mila euro.

Ma a causa degli altissimi tassi di interesse, quei soldi erano diventati una cifra insopportabile per lui.

Dopo aver tentato invano di far fronte ai pagamenti, e dopo aver subito vessazioni di ogni genere nel tentativo di “convincerlo” a pagare, l’imprenditore si è rivolto alla polizia, denunciando i suoi aguzzini.

Era il 19 luglio 2013, e da quel momento sono iniziate le indagini della Mobile.

Interminabili appostamenti, pedinamenti, incrocio di dati e accertamenti patrimoniali hanno portato gli investigatori a far luce sulle attività di usura ed estorsione poste in essere dagli arrestati.

L’inchiesta è coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia perché si sospetta che le attività illegali siano finalizzate a favorire un’associazione di tipo mafioso. Su questo aspetto le indagini sono ancora in corso.

 

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