il nuovo otto settembre

22 Marzo 2013:

Ieri, primo giorno di primavera, è stato uno dei giorni più bui dal dopoguerra.

Ci sono stati gli anni di piombo, gli opposti estremismi che poi tanto opposti non erano, la tragica mattanza dei magistrati antimafia che lo stato non ha saputo o voluto proteggere, le brigare rosse, gli scandali continui, il saccheggio continuato e spudorato delle risorse economiche di cui i partiti si sono appropriati famelicamente, una magistratura intenta a colpire l’industria italiana e gli avversari politici ma stranamente miope nei confronti delle banche e tutto il tremendo corollario di ingiustizie e prevaricazioni che noi italiani dobbiamo sopportare.

Ma ieri, in quel primo giorno di primavera, l’Italia si è infangata piegandosi al ricatto dell’India. prima abbiamo fatto i piacioni per cercare di risolvere le cose con qualche spicciolo buttato a caso invece di prendere una posizione dura con chi aveva rapito i nostri militari. Poi abbiamo tergiversato per più di un anno senza mai attivarsi in campo internazionale o mettere in atto ritorsioni contro la prepotenza e la vigliacca determinazione indiana di trattenere due uomini innocenti e di umiliare la nazione che essi rappresentano, poi abbiamo accettato l’elemosina di un permesso natalizio dando cauzioni economiche e facendo promesse solenni e, dopo aver fatto rientrare quei due uomini d’onore, Latorre e Girone, gli unici che usciranno da questa vicenda a testa alta, nel paese che li teneva prigionieri abbiamo trattato un altro permesso e, mentre stava per scadere, abbiamo timidamente dichiarato che non avremmo restituito ai rapitori i nostri militari.

Poi, dopo la furiosa e delinquenziale reazione indiana, dopo il virtuale arresto del nostro ambasciatore a New Delhi, l’Italia si è piegata, ha sacrificato due dei suoi onesti e generosi soldati probabilmente per non ulteriormente danneggiare degli interessi economici.

Una vergogna inaudita.Ma non mi vergogno, come dicono molti, di essere italiano. Io sono orgogliosamente italiano.

Mi vergogno che ci siano italiani come il ministro Terzi, come i componenti di quell’esecutivo tecnico ampiamente sfiduciato che dopo aver massacrato l’economia italiana ora giocano con la vita e con la libertà di due uomini d’onore barattandoli con uno dei paesi più corrotti del pianeta. Perfino più corrotto, dicono, del nostro.

Ma qui in Italia, in questa amata Patria affidata degli uomini meschini, vigliacchi e corrotti fino al midollo vige la regola del chissenefrega: chissenefrega degli esodati, dei licenziati, dei cassaintegrati degli artigiani, piccoli imprenditori e commercianti strozzati dal fisco e dalle banche, chissenefrega se due servitori dello stato sono rapiti e tenuti ostaggi di non si sa bene cosa in un paese ostile e nemico.

Questa gente, che ci ostiniamo a chiamare onorevoli, che viaggia spudoratamente con scorte armate e con auto di lusso pagate da noi, è irrimediabilmente inadeguata a guidare il nostro paese in qualsiasi altra direzione che non sia quella del disastro totale. Sono questi personaggi la palla al piede del nostro paese, i nostri veri nemici, liberarcene non è più solo un bene, è una necessità

Andrea Marrone

Condividi

Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Sponsor

Articoli correlati