Fonte: militarywatchmagazine.com
Secondo quanto affermato dal comandante dell’unità, il generale di brigata Andreas Kuhne, il Kommando Spezialkräfte (KSK), unità d’élite delle forze speciali tedesche, sta rivedendo il proprio addestramento per prepararsi a un potenziale confronto militare con la Russia. In un’intervista al quotidiano tedesco Bild, Kuhne ha dichiarato che l’unità si sta ora esplicitamente preparando ad affrontare un avversario rappresentato dalla Russia, con una maggiore enfasi su operazioni prolungate contro un esercito equipaggiato con mezzi convenzionali. I cambiamenti riflettono un passaggio da missioni della durata di pochi giorni a dispiegamenti prolungati in condizioni di campo di battaglia impegnative.
Le forze speciali dei paesi membri della NATO hanno svolto un ruolo significativo nella guerra russo-ucraina in corso e hanno probabilmente condiviso la loro esperienza con gli alleati. Una delle prime conferme in tal senso è stata fornita dal vice capo di stato maggiore della difesa britannica, il tenente generale dei Royal Marines Robert Magowan, nel dicembre 2022, quando ha rivelato che i Marines avevano condotto operazioni ad alto rischio a fianco delle forze governative ucraine dall’aprile dello stesso anno. Nel gennaio 2024, l’allora cancelliere tedesco Olaf Scholtz ha confermato che le forze speciali britanniche presenti sul territorio ucraino stavano fornendo un supporto vitale per facilitare il lancio di missili da crociera Storm Shadow contro obiettivi russi. Anche le forze speciali polacche hanno svolto un ruolo centrale fin dall’inizio delle ostilità. Si prevede che le revisioni dell’addestramento saranno profondamente influenzate dalle lezioni apprese dal conflitto.
Illustrando ulteriormente le modifiche alle operazioni del KSK, il generale di brigata Kuhne ha spiegato che in precedenza le operazioni erano pianificate per durare circa tre giorni, dopodiché il personale poteva rientrare alla base. In un conflitto sul fianco orientale della NATO, tuttavia, i commando potrebbero dover rimanere sul campo per periodi considerevolmente più lunghi, potenzialmente senza un rientro prevedibile alle strutture abituali. L’addestramento viene adattato per preparare il personale a operare in condizioni di freddo estremo e contro forze equipaggiate con carri armati, artiglieria, droni e sistemi di guerra elettronica. L’unità si sta anche preparando a operare in anticipo rispetto alle forze convenzionali tedesche in caso di crisi nella regione baltica. Kuhne ha affermato che il personale del KSK dovrebbe aver completato i compiti iniziali entro il momento in cui la 45ª Brigata corazzata della Bundeswehr in Lituania inizierà a muoversi in vista di un potenziale conflitto. Ha descritto un obiettivo di prontezza operativa in base al quale i commando potrebbero essere a bordo di un aereo a Stoccarda entro quattro ore, con l’equipaggiamento necessario per le loro missioni.
Il KSK conta circa 1.500 effettivi, sebbene solo circa un terzo sia costituito da operatori delle forze speciali. Kuhne ha affermato che l’unità opera a circa il 70-80% del livello di personale previsto, mentre la selezione rimane molto rigorosa, con circa il 15% dei candidati che supera le prove. La possibilità di un servizio militare esteso in Germania potrebbe aumentare il bacino di candidati idonei. La revisione dell’addestramento dell’unità si inserisce nel più ampio contesto degli sforzi tedeschi per rafforzare i preparativi per un potenziale confronto con la Russia. La 45ª Brigata Corazzata, che la Germania sta creando in Lituania, rappresenta un elemento centrale dell’impegno di Berlino per una presenza avanzata ai confini con la Russia. Il 22 maggio l’esercito tedesco ha inaugurato la 45ª Brigata Corazzata a Vilnius, che dovrebbe fornire una capacità di guerra meccanizzata d’élite schierata in avanti sul territorio dell’ex URSS. Situata a soli 150 chilometri dalla capitale bielorussa Minsk e a meno di 800 chilometri da Mosca, questa avanzata schierazione, prima impensabile, riflette una tendenza più ampia che vede la Germania svolgere un ruolo molto più rilevante all’interno della NATO.
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